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Mercoledì, 5 Agosto 2020

Wisco

I MODERATIOn. Giacomo PortasSilvio Berlusconi ci pensa da tempo. Cambiare il nome del PDL in Moderati potrebbe essere il colpo di scena capace di ridare slancio alle fortune politiche del suo partito oggi in pesante ribasso.
Certo cambiare il nome non è tutto. Per diventare il partito dei moderati il PDL dovrebbe cambiare pelle, classe dirigente e, magari, anche leader, visto che Berlusconi in questi anni si è caratterizzato per gli eccessi, non certo per la moderazione.
Ma il Cavaliere è sempre convinto che l’immagine viene prima di tutto. E, quindi, avrebbe già avviato l’operazione cambio di nome se non fosse che una forza politica che si chiama “ I Moderati” esiste già dal 2005 ed è stata fondata da Giacomo Portas, deputato indipendente eletto nelle file del PD.
Dal 2005 le liste “I Moderati” hanno partecipato a tutte le elezioni in Piemonte, risultando determinanti  in molte città. In particolare ha suscitato clamore  il successo nelle elezioni comunali del 2011 a Torino, dove il movimento che fa capo all’On. Portas ha conseguito il 9,06%,risultando terzo per consensi dopo il Partito Democratico e il Popolo della Libertà e decisivo per la elezione di Piero Fassino a Sindaco della città.
Oggi “I Moderati” hanno circa duecento amministratori locali e ne avranno molti di più dopo le elezioni del prossimo maggio. Il movimento ha presentato, infatti, candidati in tutte le regioni del Nord Ovest compresa l’Emilia Romagna e si accinge a diventare una forza interregionale, in attesa di possibili, ulteriori espansioni del proprio raggio d’azione ad altre regioni.

L’On. Portas, che è, tra l’altro, uno dei fondatori ed è componente del Comitato di Direzione del nostro giornale, è molto netto nel respingere qualsiasi ipotesi di appropriazione, da parte di altri, del simbolo, o, comunque, di adozione di un simbolo analogo o di un simbolo che possa ingenerare confusione fra gli elettori del movimento:
“La parola MODERATI è presente sia nel nostro nome che nel nostro simbolo. E gli elettori hanno apprezzato che in una stagione in cui molti facevano a gara nell’aprirsi agli estremismi di ogni colore noi abbiamo valorizzato quella parte della società che non strilla, non scende in piazza, non difende corporazioni e interessi di bottega, ma ha a cuore il bene della comunità, lavora cercando di costruire un futuro, ha rispetto delle Istituzioni e senso dello Stato.
Non consentiremo a nessuno di  appropriarsi di un simbolo o di un nome che è rappresentativo del nostro DNA, anche perché in questi anni Berlusconi ha fatto di tutto per allontanare i moderati dal suo partito. Non è sufficiente cambiare nome e avviare una campagna mediatica senza risparmio di mezzi per diventare moderati.”
L’on. Portas è consapevole delle potenzialità del movimento: “I moderati sono la stragrande maggioranza del popolo italiano e noi vogliamo essere il catalizzatore che li faccia diventare maggioranza anche a livello istituzionale. Il che sarebbe un grande progresso per la democrazia che  dall’avvento della seconda repubblica fino ad oggi è stata prigioniera degli estremisti.
Stiamo, anche, lavorando a un ulteriore messaggio da lanciare al nostro elettorato potenziale mettendo nel nome e nel simbolo anche un riferimento al riformismo, altra grande corrente di pensiero da sempre sottorappresentata nella politica del  Paese.
Così chiariremmo definitivamente anche la nostra collocazione. I Riformisti non possono che essere di Centro Sinistra. A destra possono esserci, se si tratta di una destra europea, dei conservatori in politica e dei liberisti in economia. Quando non ci troviamo a confrontarci  con epigoni del peronismo più irresponsabile, o con personaggi che, pur di difendere le proprie posizioni di potere sono pronti a scendere a patti con la pancia del Paese, senza preoccuparsi del danno che fanno alla comunità nazionale.
Il Presidente della Repubblica ha ragione quando attacca i populisti e i demagoghi di turno. Ma per sventare il pericolo della demagogia non è sufficiente esprimere il proprio consenso alle dichiarazioni del Capo dello Stato. È necessario operare perché l’asse della politica si sposti verso il Centro e i moderati riconquistino quel ruolo da protagonisti che hanno in tutte le democrazie occidentali. Dando voce ai moderati, rafforzando la loro presenza nelle istituzioni, rappresentando le loro istanze che sono le istanze della parte sana del Paese, noi diamo un contributo, significativo, a combattere i fenomeni deteriori e destabilizzanti che suscitano le preoccupazioni autorevoli e condivise del  Presidente Napolitano e a conseguire livelli di democrazia più avanzata.

 

 

 

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