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Sabato, 28 Novembre 2020

Wisco

Palazzo-ue

Una delle correzioni di rotta più significative di Gentiloni rispetto a Renzi è nel rapporto con l’Europa. L’ex premier aveva inaugurato una stagione molto aggressiva contro Bruxelles nella quale si mescolavano posizioni  di contrasto legittimo alle politiche dello “zero virgola” della Commissione a dichiarazioni "ad usum elettorale".
Gentiloni, pur difendendo le tesi di una maggiore flessibilità sostenute, da sempre, dall’Italia è più dialogante e meno provocatorio. In coerenza con il nuovo corso, la risposta alle contestazioni alla manovra, non poteva che essere nello stile di Gentiloni.

Ministro del Lavoro Poletti

I numeri sono più forti della comunicazione. Le riforme per rilanciare l’occupazione non hanno dato alcun risultato. I dati ISTAT di dicembre 2015 dimostrano quello che si sapeva fin dall’inizio. Finito l’effetto della decontribuzione l’occupazione è ferma, mentre la disoccupazione aumenta sia su base mensile (+ 9.000 rispetto a novembre) sia su base annua ( + 144.000 rispetto a dicembre 2015). La cosa più grave è che ha ripreso a crescere la disoccupazione giovanile che ha raggiunto il 40,1 per cento contro il 38,3 di dicembre 2015.
Il Jobs Act non ha portato alcun vantaggio. Ha, soltanto, precarizzato tutti i lavoratori assunti dopo la sua entrata in vigore.

Nello Formisano

Sono passati meno di due mesi dal 4 dicembre. Ma sembra sia stato già dimenticato che una delle cause, anzi la causa principale, della sconfitta al referendum costituzionale è stata la distanza fra paese legale e paese reale.
Gli elettori hanno votato "no" soprattutto perché non erano interessati alla riforma o, comunque, non la consideravano una priorità rispetto ai problemi gravissimi che affrontano ogni giorno, il lavoro, la disoccupazione giovanile, la crisi economica, il progressivo impoverimento che investe tutti i ceti popolari e, in particolare, le classi medie, il Mezzogiorno. A cui, ora si è aggiunto il terremoto con le esigenze drammatiche delle popolazioni interessate. 

jeremy-corbyn

Nel 1960 John Fitzgerald Kennedy fu eletto alla Casa Bianca soprattutto perché gli elettori furono colpiti dalla sua immagine di politico giovane, lontano dai vecchi giochi della politica politicante.
La realtà era molto diversa, ma negli Stati Uniti, spesso, l’immagine prevale sulla realtà.
Il mito del giovane Kennedy è sopravvissuto alla sua breve presidenza e ha avuto una reviviscenza con la presidenza di Bill Clinton. Nella fase finale del secolo scorso il giovanilismo si è affermato anche in Europa, dove, in genere, le mode di oltre oceano arrivano con qualche anno di ritardo.
Donald TrumpLo aveva promesso e lo ha fatto. Una volta salito alla Casa Bianca, Donald Trump ha emesso un’ordinanza esecutiva, un decreto emanato dal presidente con applicazione immediata, che congela i flussi di migranti negli Usa. Il presidente americano continua a stringere le maglie e con il nuovo ordine esecutivo da un lato blocca per quattro mesi il programma dei rifugiati, impedendo di fatto l’accesso dei rifugiati in Usa; dall’altro sospende per tre mesi gli ingressi dei cittadini provenienti da sette paesi musulmani, e quindi a rischio terrorismo, anche se in possesso di regolare permesso di soggiorno: si tratta di Siria, Libia, Iran, Iraq, Somalia, Sudan e Yemen.
Nello Formisano“La pronuncia della Consulta ‘va incontro’ alla politica. In primo luogo, mette in sicurezza il Paese, determinando l’esistenza di due leggi, a Camera e Senato, che, in caso di urgenza, possano portare l’Italia alle elezioni in modo costituzionalmente legittimo”. 
Ad affermarlo, in una nota, è l’on. Nello Formisano, esponente dei Moderati di centrosinistra, il quale aggiunge:
“Sarà compito delle forze politiche, anche a seguito della lettura delle motivazioni, costruire, se possibile, un sistema armonizzato come chiesto dal Capo dello Stato nel discorso di fine anno. 
Per noi Moderati, il primo punto da cui partire è il cosiddetto Mattarellum che, nel corso della sua vigenza, ha determinato stabilità parlamentare”
 

Simbolo del Movimento 5 Stelle

Arriva la legge bavaglio per gli eletti del Movimento 5 Stelle. A deciderla e a metterla nero su bianco in un post pubblicato sul suo blog è Beppe Grillo, che azzera così definitivamente la libertà d’espressione  e di parola per i rappresentanti del Movimento. Le nuove regole stabilite dal comico genovese, infatti, limitano del tutto lo spazio comunicativo per parlamentari ed europarlamentari pentastellati, stabilendo che tutte le comunicazioni degli eletti 5 Stelle, comprese quelle sui social network, dovranno passare al vaglio dei responsabili di comunicazione del Movimento stesso.

GIULIO-REGENI

Le dinamiche dell’uccisione di Giulio Regeni restano ancora poco chiare, ma ad un anno dalla misteriosa morte del ricercatore friulano l’Egitto apre all’ipotesi di un’ulteriore collaborazione con l’Italia. L’ultima novità sul complicato caso riguarda il via libera dato dalla Procura egiziana alla richiesta dei P.M. di Roma di inviare in Egitto esperti italiani per analizzare i video ripresi dalle telecamere di sorveglianza nella metropolitana di Dokki, a Il Cairo, dove Giulio Regeni passò prima di scomparire il 25 gennaio 2016.

Matteo  Salvini

Dire che la Lega Nord è un partito razzista, come aveva dichiarato in due articoli pubblicati a marzo 2015 l’ex ministro dell’Integrazione Cecile Kyenge, non è diffamazione, ma, nel caso specifico, rientra nell’esercizio del diritto di critica politica. È con questa motivazione che il gip di Milano Maria Vicidomini mette la parola fine all’indagine avviata nei confronti dell’ex ministro Kyenge, accusata di diffamazione nei confronti del Carroccio dagli stessi esponenti leghisti. Fu lo stesso Matteo Salvini, infatti, a querelare l’ex ministro dell’allora governo Letta per il contenuto, a suo dire diffamatorio, di due articoli, nei quali la Kyenge aveva parlato del Carroccio come di un partito dai connotati razzisti. 

Susanna CamussoNon è credibile e non è verosimile che la CGIL abbia, deliberatamente, costruito un quesito referendario molto complesso per rendere più probabile la bocciatura da parte della Corte Costituzionale, come sostiene qualche osservatore in vena di retroscena estremi. Però, sicuramente, il testo depositato era articolato in modo tale da esporre al rischio di un responso negativo.
Al momento non si sa quali sono le motivazioni che hanno indotto la Consulta a esprimere un giudizio di inammissibilità.
Appare probabile, tuttavia, che abbia inciso non tanto il fatto che si trattava di un quesito manipolativo che estendeva l’art. 18 anche alle aziende fino a cinque dipendenti. I precedenti di abrogazioni parziali che creano una nuova disciplina sono numerosi e un precedente riguarda proprio l’art 18. Nel 2003 fu dichiarato ammissibile un referendum che ne ampliava la platea di applicazione a tutte le aziende, anche al di sotto dei 15 dipendenti, senza che ci fosse alcuna contestazione né giuridica, né politica.
L’abrogazione parziale, d'altronde, è esplicitamente prevista dall’art. 75 della Costituzione e l’abrogazione parziale comporta quasi sempre effetti manipolativi.

Nello Formisano

Il messaggio di fine anno del Capo dello Stato non è stato un semplice messaggio di auguri. Il Presidente Mattarella in pochi minuti ha dettato una vera e propria agenda di governo, rappresentando con parole chiare e comprensibili a tutti le vere esigenze degli Italiani.
“La comunità, peraltro, va costruita,  giorno per giorno, nella realtà. Il problema numero uno del Paese resta il lavoro. Nonostante l’aumento degli occupati, sono ancora troppe le persone a cui il lavoro manca da tempo, o non è sufficiente per assicurare una vita dignitosa. Non potremo sentirci appagati finché il lavoro, con la sua giusta retribuzione, non consentirà a tutti di sentirsi pienamente cittadini.
Combattere la disoccupazione e, con essa, la povertà di tante famiglie è un obiettivo da perseguire con decisione. Questo è il primo orizzonte del bene comune.

Paolo Gentiloni

Il governo ha fatto marcia indietro sulla scuola. La sollevazione dei docenti e delle famiglie, che aveva condizionato pesantemente anche il referendum costituzionale, ha indotto il nuovo ministro a introdurre due elementi di novità che attenuano le contestazioni del settore.
Il primo punto è una modifica di buon senso. Dopo l’esodo di massa di docenti con decine di anni di insegnamento alle spalle e con una età anagrafica e carichi di famiglia incompatibili con trasferimenti a centinaia di chilometri di distanza era inevitabile una sanatoria. Che, purtroppo, giunge, in ritardo e non può porre rimedio a tutti i guasti della “buona scuola”.

INPS

La notizia ha meritato un trafiletto anonimo, di poche righe e solo su qualche giornale più attento . Ma è sulle piccole cose che si valuta, se non l’operato, certamente l’approccio dei politici alla gestione della cosa pubblica. Il governo Gentiloni ha rettificato un provvedimento del precedente Esecutivo, riportando al primo giorno del mese (salvo che sia festivo) la corresponsione delle pensioni.
È un problema marginale. Ma lo spostamento al secondo giorno bancabile, come aveva scritto qualche burocrate che confonde il gergo tecnico con l’italiano, era stato vissuto come un affronto da molti pensionati e avrebbe provocato la sollevazione della categoria, una volta, che, diventato operativo, sarebbe diventato noto a tutti.

Ministro del Lavoro Poletti

Francamente, lascia perplessi  la condotta del ministro Poletti. Il momento è delicato e il risultato del referendum ha dimostrato che la frattura fra paese legale e paese reale è molto più profonda di quanto si potesse credere.
In tale contesto la frase del titolare del Lavoro sui giovani che sono andati via dall’Italia, “Questo Paese non soffrirà a non averli più fra i piedi” non è soltanto un’offesa per i giovani che giunge dopo anni di disinteresse. È, soprattutto, una confessione di incapacità che arriva da chi sarebbe deputato a risolvere i problemi del mondo del lavoro, da cui deriva la fuga all’estero di tanti giovani. Una dichiarazione che giunge subito dopo che il 4 dicembre si è registrato un risultato disastroso per il governo proprio nelle fasce di età fino ai trentacinque anni.

Nello Formisano

La crisi iniziata con le dimissioni del governo Renzi si avvia a chiudersi a tempo di record. La gravità della situazione ha indotto il Presidente Mattarella ad accelerare l’iter delle consultazioni e a sollecitare il Presidente incaricato, Paolo Gentiloni ad essere altrettanto veloce nella formazione del nuovo Esecutivo che sarà pronto nello spazio di poche ore.
Il punto delicato, però, è il programma. 
Il mandato del Capo dello Stato è chiaro. Il Paese ha bisogno di un governo nella pienezza delle sue funzioni che sia in grado di affrontare i molteplici impegni e scadenze sul piano interno e su quello europeo e internazionale.
Un impegno fondamentale è quello di dare all’Italia una nuova legge elettorale in linea con le indicazioni che verranno dalla prossima sentenza della Corte Costituzionale e coerente con l’esigenza di avere un Parlamento in cui siano rappresentate tutte le idealità e tutta la gamma di interessi  in cui si articola la società civile.
 Simbolo de I MODERATINell’ambito delle consultazioni per la crisi di governo è stata ricevuta al Quirinale, dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, una delegazione dei Moderati, costituita dal Capogruppo alla Camera, Nello Formisano e dal Capogruppo al Senato, Sen. Michelino Davico. 
Al termine dell’incontro l’On. Nello Formisano e il Sen. Davico hanno rilasciato una breve dichiarazione alla stampa nella quale hanno esposto la posizione del movimento sull’attuale momento politico e sulle ipotesi di soluzione della crisi.
Successivamente è stato diffuso un comunicato stampa, firmato anche dal Presidente On. Giacomo Antonio Portas e dal segretario, Antonio Piarulli nella quale è stata evidenziata l’esigenza, date le difficoltà della situazione, di varare un governo che possa disporre della maggioranza più ampia possibile senza però, dimenticare che una maggioranza già esiste, come confermato dal voto sulla legge di Bilancio al Senato dei giorni scorsi.

Giacomo Portas

“Per varare una nuova legge 
Nello Formisanoelettorale prima di andare al voto, così come ci chiede il Capo dello Stato, è necessario avere un governo. Ovviamente, è prerogativa del presidente Mattarella sviluppare la sua ricerca in tutte le direzioni per l’individuazione del nuovo presidente del Consiglio incaricato, ma ci permettiamo di chiedere a Matteo Renzi, che sappiamo aver manifestato la sua totale contrarietà, di fare un ulteriore sacrificio per il bene del Paese e dare la disponibilità ad un governo Renzi-bis, con il più ampio consenso politico-parlamentare, per approvare subito la legge elettorale e andare rapidamente al voto”. È quanto scrivono in una nota congiunta il segretario dei Moderati, on. Giacomo Antonio Portas, e il capogruppo alla Camera on. Nello Formisano.

Nello Formisano

Il risultato del referendum richiede una analisi approfondita in quanto le implicazioni che comporta sono molteplici e gli effetti sul prosieguo della legislatura e sulla evoluzione del quadro politico sono complessi.
Una prima considerazione è che la stragrande maggioranza dei cittadini ha espresso un voto politico più che un sì o un no alle modifiche alla Carta costituzionale. Voto che, ovviamente, è stato pesantemente condizionato dai gravissimi problemi che affliggono l’Italia, problemi strutturali che rimangono dopo la bocciatura della nuova Costituzione e che sarebbero rimasti anche in caso di approvazione.

Norbert-Hofer

Non c’è solo il referendum italiano a creare tensione in Europa. Anche in Austria, infatti, si vota per il ballottaggio delle elezioni presidenziali, che deve essere ripetuto dopo che l’Alta Corte lo ha annullato a luglio per irregolarità. Nella tornata annullata il candidato vicino ai verdi Van Der Bellen aveva vinto di poche migliaia di voti sull’esponente dell’estrema destra Hofer. Ora nelle cancellerie europee ci si augura lo stesso risultato, soprattutto dopo che Hofer ha annunciato che la sua elezione sarebbe il preludio di un referendum sulla permanenza dell’Austria nell’Unione Europea, dichiarazione su cui ha però fatto una parziale retromarcia negli ultimi giorni.

Jean Claude Juncker

Questa volta la Commissione europea, probabilmente, ha fatto la mossa giusta. L’Esecutivo comunitario proporrà al Parlamento e al Consiglio europeo di modificare i regolamenti e di finanziare, in caso di calamità naturali, le operazioni di ricostruzione completamente con i fondi strutturali dell’Unione. Il primo caso, ovviamente, è quello dei paesi distrutti dal terremoto nell’Italia centrale.
Ma non è perché ne beneficerebbe l’Italia che manifestiamo apprezzamento per la posizione della Commissione. È perché, se andrà a buon fine, dimostrerà che a Bruxelles ci sono personaggi che capiscono che ci sono problemi più importanti della grandezza delle vongole e che è con quei problemi che l’Europa deve confrontarsi se vuole riconquistare il cuore dei popoli.

lapo elkannLa vicenda di Lapo Elkann ha scatenato commenti, critiche, gossip  e pettegolezzi meritevoli di miglior causa.
Lapo appartiene a una grande famiglia ma è un cittadino privato. Ha uno stile di vita eterodosso che suscita scalpore in quanto il personaggio viene inquadrato come un esponente dell’alta borghesia, un membro di una delle più illustri casate dell’ imprenditoria italiana. Uno stile che sarebbe considerato meno anomalo se si trattasse di un attore, di un artista, di un uomo del mondo dello spettacolo.

angela_merkel

La Germania si prepara alle prossime elezioni legislative. La Cancelliera Angela Merkel ha ottenuto la candidatura del suo partito, i cristiano democratici, superando anche le resistenze di alcune minoranze critiche verso la gestione dell’immigrazione. Adesso, se come tutti ritengono,  arriverà anche il via libera dei cristiano sociali bavaresi, il partito gemello della CDU, la Cancelliera si presenterà agli elettori per ottenere un quarto mandato.
La Merkel, nonostante le critiche degli ultimi mesi, è ancora molto popolare e in una elezione diretta avrebbe la via spianata per la riconferma. Gli elettori, però, non scelgono il cancelliere, bensì il Parlamento, il Bundestag, che, poi, dovrà votare la fiducia al governo.

Wolfgang Schaeuble

È di nuovo scontro sull’economia nell’Unione Europea. La polemica, questa volta, è stata innescata dal richiamo fatto dalla Commissione Europea alla Germania per l’eccessivo surplus commerciale e dal dibattito su una manovra dello 0,5 per cento di pil per favorire lo sviluppo. 
Il  surplus commerciale tedesco è un problema serio che la UE ha, finora, ignorato e sul quale Berlino non accetta richiami, pur essendo causa di squilibri gravi, in quanto indebolisce in modo significativo i tassi di crescita. Mentre le violazioni delle regole di bilancio da parte dei Paesi in deficit, su cui Berlino continua a pontificare, provocano solo rischi potenziali, senza alcun danno concreto per le altre economie del’Unione.

Francois Fillon

Le primarie del centrodestra francese hanno sorpreso gli osservatori. Il conservatore Francois Fillon ha infatti vinto il primo turno, superando l’ex premier Alain Juppé e l’ex presidente Nicolas Sarkozy, il vero sconfitto di questa tornata elettorale. Sarkozy, infatti, era il favorito secondo i sondaggi, rivelatisi sbagliati anche stavolta, ed invece ha ottenuto solo il terzo posto finendo escluso quindi dal ballottaggio. Ora si attende di vedere il risultato del secondo turno tra Fillon e Juppé, con il vincitore destinato a scontrarsi alle presidenziali con la leader del Front National Marine Le Pen. Le prossime elezioni francesi, infatti, allo stato attuale si presentano come una sfida tutta a destra, visto che il Partito Socialista si trova attualmente al minimo storico dopo la presidenza di Hollande.

Presidente turco Erdogan

Gli eurodeputati chiedono la sospensione dei negoziati in corso per l’adesione della Turchia all’Ue. Non lascia spazio all’immaginazione la risoluzione approvata a larga maggioranza dal parlamento europeo, con la quale si chiede alla Commissione e ai governi Ue di interrompere, almeno temporaneamente, le trattative con la Turchia per il suo ingresso nell’Unione: il documento, infatti, è stato approvato alla quasi unanimità, ottenendo 479 voti favorevoli, 37 contrari e 107 astensioni. 
La procedura per sospendere i negoziati di adesione all’Ue è definita nell’articolo 5 del quadro negoziale dell’Ue con la Turchia.

Movimento 5 Stelle

Una nuova tegola giudiziaria colpisce il Movimento capitanato da Beppe Grillo. Il caso delle firme false raccolte dal Movimento 5 Stelle per il voto del 2012 non resta un caso isolato e circoscritto alla città di Palermo: come nel capoluogo siciliano, infatti, anche a Bologna c’è un’inchiesta in corso e ci sono degli indagati per presunte irregolarità nella raccolta delle firme a sostegno del Movimento. Dopo Palermo, dunque, lo scandalo delle firme false si sposta in Emilia Romagna e a Bologna si apre un nuovo fronte politico giudiziario per i cinque Stelle, questa volta riguardo alle elezioni Regionali del 2014. 

Donald Trump

Concordiamo con Paolo Mieli. La vittoria di Trump ha colto di sorpresa politici, sondaggisti e osservatori nonché le cancellerie di tutto il modo.
E anche le analisi del giorno dopo non individuano le cause profonde del successo del tycoon newyorchese.
Partiamo dalla situazione antecedente il voto dell’8 novembre. 
Se tutti prevedevano la vittoria della Clinton non è perché tifavano per lei ma perché la dinamica della campagna elettorale non autorizzava previsioni diverse.

TASSA SUI CANILe norme che introducono nuove tasse non sono mai molto popolari. Ma alcune sono più irritanti delle altre, in quanto la motivazione con la quale vengono proposte è palesemente incongrua.
A questa categoria deve essere iscritta, ancora prima di vedere la luce, la nuova tassa sui cani non sterilizzati proposta da un deputato del Partito Democratico per essere inserita nella legge di bilancio.
Non è la tassa in sé che lascia perplessi, ma il tentativo di presentarla come una iniziativa in favore del mondo animalista.
La relazione di accompagnamento, infatti, dice che il nuovo balzello “dovrebbe contrastare il fenomeno del randagismo”.

Nello FormisanoLa mozione presentata da Nello Formisano e dagli altri parlamentari Moderati (sottoscritta anche dal Presidente del Gruppo Misto, on. Pisicchio), di cui pubblichiamo il testo integrale, è un tentativo di dare una svolta alla politica dell'occupazione. Dopo il boom del 2015 i numeri sul mercato del lavoro dell'anno in corso sono abbastanza deludenti. La disoccupazione rimane a livelli inaccettabili e ancora più elevati sono i dati relativi alla disoccupazione giovanile e al Mezzogiorno. Il Presidente del Consiglio ha preannunciato per il 2017 una decontribuzione totale al Sud. Ottima idea che avevamo proposto già per il 2016. 

Vladimir Putin

Anche la Russia dice addio alla Corte penale internazionale (Cpi), aggiungendosi alla lista dei Paesi che hanno deciso di non ratificare lo Statuto di Roma. Il presidente Vladimir Putin, infatti, ha firmato un decreto esecutivo, con il quale ritira la sottoscrizione del suo Paese allo Statuto di Roma, base legale della Corte. Di fatto Mosca non ha mai ratificato tale trattato, pur avendolo firmato nel 2000, e pertanto non è mai stata soggetta alla giurisdizione della Corte, a cui spetta di esaminare i crimini internazionali, crimini di guerra e genocidi.

Presidente turco Erdogan

Relazioni sempre più tese tra la Turchia e l’Unione europea. La politica di repressione post golpe messa in atto dal presidente turco, e sfociata negli ultimi giorni nell’arresto di dodici parlamentari filo curdi del partito Hdp, non lascia indifferenti le diplomazie occidentali, ma soprattutto non piace a Bruxelles. Un nuovo botta e risposta dai toni aspri, infatti, si è consumato nelle ultime ore tra il presidente Erdogan e il commissario Ue all’allargamento, Johannes Hahn, che, nel presentare all’Europarlamento il rapporto annuale sulla Turchia circa la sua candidatura all’Ue, non ha usato mezzi termini nel giudicare Ankara “incompatibile” con la candidatura a membro Ue.

Donald Trump

La politica internazionale è stata sorpresa dall’elezione di Donald Trump a Presidente degli Stati Uniti. La vittoria del tycoon newyorkese sull’ex Segretario di Stato Hillary Clinton, non prevista dai sondaggi, ha generato interrogativi su quale strada prenderà la politica americana e sulle ragioni di questo inaspettato successo. Secondo molti osservatori si è trattato di una vittoria dell’America rurale ed isolazionista che vuole un Presidente che si concentri meno sulla politica estera e più sulla politica interna e sui problemi dell’industria, in particolare per quanto riguarda gli Stati del Midwest, dove la crisi economica ha colpito molto forte e la grande ripresa che c’è stata sotto l’amministrazione Obama è stata più debole rispetto alla costa est e a quella pacifica.

Combattenti curdiLiberare la città di Raqqa: è questo il prossimo obiettivo delle Forze democratiche siriane. Sono ancora in corso i combattimenti per riconquistare Mosul, roccaforte dell’Isis in Iraq, ma le forze curdo siriane guardano già al futuro. Un futuro che deve obbligatoriamente passare per l’altro fortino dello Stato islamico: Raqqa, capoluogo siriano sotto l’occupazione del Daesh da più di due anni. Raqqa e Mosul rappresentano gli ultimi due baluardi nelle mani dell’Isis, che dal 2014 ha imposto il suo controllo su una grande fetta di territorio tra Siria e Iraq.

Presidente turco Erdogan

Non si ferma in Turchia la politica repressiva adottata dal presidente Erdogan dopo il fallito colpo di stato dello scorso 15 luglio. Il nuovo giro di vite colpisce i due leader del Partito Democratico dei Popoli (HDP), importante partito filo curdo di sinistra, che sono stati arrestati insieme ad altri dieci parlamentari: si tratta di Selahattin Demirtas e il suo vice Figen Yuksekdag, accusati di non aver collaborato alle indagini legate alla propaganda terroristica e di essere legati al tentato golpe dello scorso luglio. I deputati curdi sono stati fermati dopo l’entrata in vigore della legge che ha rimosso l’immunità parlamentare, per essersi rifiutati di presentarsi spontaneamente davanti ai giudici.

Nello Formisano

Ha ragione Giuliano Pisapia. Le assoluzioni di Ignazio Marino e di Roberto Cota erano un’occasione per aprire un dibattito sulla giustizia. Anche perché seguivano, a distanza di qualche settimana, la vicenda di Ilaria Capua che ha lasciato ancora più sconcertata la pubblica opinione e ha portato una scienziata di grande autorevolezza a lasciare l’Italia.
Però, sarebbe fuorviante affrontare la questione nell’ottica delle polemiche fra mondo politico e ordine giudiziario. Se ci sono malfunzionamenti nella giurisdizione, è tutta la società a risentirne le conseguenze ed è doveroso concentrare l’attenzione non sul rapporto fra magistratura e politica, bensì sull’impatto che le incertezze e le contraddizioni della giustizia producono sui diritti dei cittadini e sul sistema produttivo.

Paesi-del-gruppo-di-Visegrad

Lo scontro nella UE sul tema dell’accoglienza dei migranti si arricchisce di un nuovo capitolo. Dopo la polemica tra il premier Renzi ed il primo ministro ungherese Orban, ora anche il premier  slovacco, Robert Fico, interviene sulla materia. Fico ha infatti dato il proprio sostegno a Budapest, confermando il totale rifiuto a qualsiasi progetto di redistribuzione dei profughi, che continuano ad arrivare a migliaia sulle coste italiane. Fico e Orban sono due esponenti del cosiddetto “gruppo di Visegrad”, il coordinamento di Paesi euroscettici che comprende Slovacchia, Ungheria, Polonia e Cechia.

Premier Spagna Mariano Rajoy

Dopo dieci mesi di attesa la Spagna ha finalmente un nuovo governo. Il leader del Partito Popolare Mariano Rajoy ha ottenuto la fiducia del Parlamento e si accinge a formare un nuovo Governo. È stato evitato il rischio di dovere tornare per la terza volta alle urne, con un accordo tra il Partito Popolare, i socialisti ed i centristi di Ciudadanos. Sono però molti ad avanzare dubbi sulla tenuta del nuovo Esecutivo. Fra Popolari e socialisti mancherebbe, secondo la stampa spagnola, un reale accordo sul programma che per i popolari dovrebbe tendere verso politiche liberiste, mentre per i socialisti dovrebbe essere orientato ad assicurare più welfare, anche a costo di un aumento della spesa pubblica.

Marine Le Pen

Il Parlamento europeo reclama da Marine Le Pen 339 mila euro, in quanto accusata di uso improprio delle risorse parlamentari. Si tratta di soldi che la leader del Front National avrebbe percepito da Strasburgo, nell’ambito dei benefit per finanziare la propria attività di europarlamentare, ma che, invece, secondo l’accusa, sarebbero stati usati per scopi diversi. La nuova tegola giudiziaria per la leader del partito di estrema destra francese arriva direttamente dall’authority anticorruzione della Commissione Europea (Olaf), che ha il compito di indagare su sprechi e truffe all’interno degli organi dell’Unione. L’accusa dell’ufficio Antifrode Ue parla chiaro: Marine Le Pen è accusata di aver infranto le regole del Parlamento e nello specifico avrebbe assunto due assistenti, Thierry e Catherine Légier Griset, per svolgere lavori non parlamentari pur essendo pagati dall’istituzione della Ue.

SVIMEZ

Il Rapporto SVIMEZ 2016 sull’economia del Mezzogiorno verrà presentato il 10 novembre a Roma, ma già nel mese di luglio sono state pubblicate corpose anticipazioni.
Secondo i dati resi noti finora, il 2015 è stato un anno positivo per il Sud, con un aumento del PIL dell’1 per cento e un incremento dell’occupazione dell’1,6 per cento.
Verrebbe, così, invertito un trend negativo che durava da ben 7 anni. 
Il risultato non può non essere visto con interesse, anche se appare almeno eccessivo titolare, come ha fatto qualche giornale, “Il Sud riparte”.
È vero che l’aumento dell’1 per cento è superiore alla crescita dell’Italia che si è fermata a + 0,7, ma appare difficile trarre da questo solo dato conclusioni di ordine strutturale.

Jean Claude Juncker

La tragedia che ha sconvolto le regioni centrali dell’Italia dimostra ancora una volta la inadeguatezza dei burocrati di Bruxelles. 
Di fronte a un terremoto che ha distrutto interi paesi l’unica reazione della Commissione è stato un tweet di uno sconosciuto Commissario per gli aiuti umanitari. Né il presidente Juncker né i tanti vice presidenti hanno ritenuto opportuno fare una dichiarazione di solidarietà con le popolazioni italiane coinvolte. 
Non è una critica all’Europa, è una critica ai componenti di  questa Commissione che, evidentemente,  si sentono a proprio agio solo nella veste di guardiani dei decimali di punto.
Non è questa l’Unione sognata da Altiero Spinelli e fondata da Monnet, da Adenauer, da De Gasperi, da Schuman.

Ministro del Lavoro Poletti

La legge di bilancio è giunta al Quirinale e si cominciano ad apprendere le prime notizie certe basate sui numeri e non sulle sensazioni e sulle indiscrezioni.
L’APE dovrebbe costare a coloro che ne usufruiranno, salvo nuovi cambiamenti dell’ultimo minuto, meno di quanto si ipotizzava. Il pendolo ha oscillato a lungo, ma, alla fine, sembra che l’asticella si sia fermata su una riduzione del 4,5 per cento l’anno. Non è poco, soprattutto perché il taglio dell’assegno previdenziale che deriva dall’APE va ad aggiungersi a quelli che fisiologicamente gravano sul dipendente che decide di lasciare in anticipo il lavoro.

palazzo-ue

L’Unione Europea sta vivendo una fase molto complicata. Come se non bastassero infatti i dissidi con Roma, su legge di stabilità e accoglienza dei migranti, e con Londra, sulla questione della Brexit, subito la UE si è trovata ad affrontare un nuovo problema. La Vallonia, la regione francofona del Belgio, ha infatti bloccato per settimane l’accordo commerciale tra l’Unione e il Canada (chiamato CETA), approvato già da tutti gli altri Stati e la cui firma sarebbe dovuta avvenire a fine mese a Bruxelles con il premier canadese Justin Trudeau. Il CETA, infatti, è considerato un accordo misto che richiede l’approvazione sia delle Istituzioni comunitarie che dei singoli Stati e, quindi, richiede la unanimità. La costituzione belga prevede l’approvazione di tutte le regioni di cui è composto il Paese, e dei rispettivi parlamenti. Una di queste, la Vallonia, ha avanzato per settimane riserve sul trattato rifiutando di approvarlo e bloccando il negoziato. 

Ungheria-presidente-Viktor-Orban

Gli ultimi giorni sono stati segnati dalla polemica tra l’Ungheria e l’Italia sulla questione dei migranti. Roma, infatti, chiede maggiore flessibilità sui conti per affrontare il problema degli sbarchi continui e l’inizio di una vera distribuzione dei profughi tra i vari Stati europei. Budapest, invece, si oppone a qualsiasi collaborazione, continuando ad alzare muri per respingere gli arrivi. Al di là di qualunque punto di vista sulle polemiche tra i due Paesi, comunque, è certo che la posizione dell'Ungheria è insostenibile. Il Paese magiaro non può continuare da una parte ad opporsi alla redistribuzione dei migranti e dall’altra continuare a pretendere i fondi dall’Unione Europea, fondi pagati anche dall’Italia che, nonostante la crisi, è tuttora uno dei principali donatori al bilancio comunitario.

Cavalcavia crollato

Non si sa ancora quanti sono i morti e i feriti nel crollo del cavalcavia di Lecco. Ma quello che è successo è grave a prescindere dal numero delle vittime. 
Un ponte può anche crollare, anche se negli ultimi anni i crolli sono stati molto più frequenti di quanto sia lecito attendersi.
Ma sono le modalità che lasciano perplessi. Se sono vere le prime indiscrezioni, ci sono pesanti responsabilità, non solo individuali ma anche sistemiche. Nel pomeriggio, alcune ore prima del disastro, un cantoniere dell’ANAS aveva notato il distacco di alcuni calcinacci e aveva chiesto che si procedesse alla immediata chiusura della infrastruttura. Dalla Provincia hanno risposto che avrebbero dato seguito alla segnalazione solo in presenza di una comunicazione ufficiale.

Le barricate di Goro

La vicenda di Goro è stata un brusco risveglio per l’Italia. Il nostro Paese ha salvato in questi anni centinaia di migliaia di profughi andandoli a prelevare addirittura lungo le coste della Libia e assicurando loro tutta l’assistenza necessaria e, soprattutto, manifestando una vicinanza e una solidarietà di cui i migranti hanno grande bisogno, ancora prima che degli aiuti materiali, per dimenticare le infelici esperienze della loro fuga dalle guerre e dalla fame.
Lampedusa è un esempio per tutta l’Europa per quanto ha fatto in termini di accoglienza. E non  a caso Papa Bergoglio ha voluto cominciare da Lampedusa le visite pastorali del suo Pontificato. 

migranti

Sono ufficialmente iniziate le operazioni di sgombero del campo profughi di Calais, in Francia. Nel giro di una settimana, almeno queste sono le stime previste, della tendopoli francese non dovrebbe rimanere più nulla, e i migranti dovrebbero essere trasferiti tutti in diversi Centri francesi. Le operazioni di chiusura del campo, divenuto noto negli ultimi mesi come “Giungla di Calais”, sono partite tra polemiche e denunce di violazione dei diritti umani: accuse alle quali il governo francese ha risposto dicendo che la chiusura della grande baraccopoli era necessaria e soprattutto decisa per motivi umanitari. 
TAR LazioIl ricorso presentato da Movimento 5 Stelle e Sinistra Italiana sul quesito referendario 2017 è stato giudicato inammissibile per “difetto di giurisdizione”. È con questa motivazione che il Tar del Lazio, contrariamente a quanto auspicato dai promotori del ricorso stesso, non blocca il referendum e lascia le cose così come stanno: questo vuol dire che gli italiani, chiamati al voto il prossimo 4 dicembre, dovranno esprimersi sul testo così come è, senza alcuna modifica. 
Ad alzare il polverone sono stati i cinque stelle e i rappresentanti di Sinistra Italiana, che lo scorso ottobre hanno denunciato davanti al Tar del Lazio che il testo del quesito referendario, così come formulato, è “ingannevole” e “fazioso”. In particolare, l’accusa mossa è quella di un testo troppo simile ad uno “spot pubblicitario a favore del si”, in quanto non riporta nel dettaglio gli articoli della Costituzione che la riforma intende modificare.

Diga di Mosul

È iniziata in Iraq la battaglia per liberare la città di Mosul dal controllo dell’Isis. Erano mesi che le notizie riguardanti l’avvio dell’offensiva su Mosul si rincorrevano tra continui ritardi e smentite; l’ufficialità è arrivata con un comunicato stampa del presidente iracheno Haider al-Abadi, che in un messaggio rivolto alla nazione intera ha formalizzato l’inizio delle operazioni militari. Sono circa trentamila, infatti, gli uomini scesi in campo per combattere contro il Daesh a Mosul, in una battaglia che si preannuncia tutt’altro che facile e che vede schierati contro i soldati dello Stato Islamico l’esercito e le forze antiterrorismo irachene, la milizia alleata dei peshmerga curdi e le milizie sciite.

Donald Trump

Donald Trump è nella bufera. Il tycoon newyorkese è stato, fin dall'inizio, un personaggio divisivo, anche per il suo populismo anti establishment.
Avevano da tempo manifestato il loro dissenso nei suoi confronti, con un silenzio gravido di significati, i Bush, padre e figlio, gli ultimi due candidati alla Presidenza, Mitt Romney e John McCain mentre lo sfidante alle primarie, il senatore del Texas Ted Cruz, prima gli ha rifiutato pubblicamente ogni appoggio, poi, ha rilasciato qualche dichiarazione più conciliante senza, però, cambiare, sostanzialmente, posizione. Avevano preso le distanze in modo esplicito, da mesi, i fratelli Koch, i più grandi finanziatori del Partito Repubblicano e, nella loro scia, molti industriali vicini al partito.
angela_merkelAngela Merkel ha conquistato i titoli di testa di tutti i giornali d’Europa riaffermando che senza libera circolazione delle persone non ci sarebbe nessuna possibilità per la Gran Bretagna di continuare a partecipare al mercato unico.
Una dichiarazione scontata. La cancelliera, in effetti, ha semplicemente ricordato che per l’Unione europea, come prima per la Comunità,  le quattro libertà fondamentali, libera circolazione delle persone, libera circolazione dei servizi, libera circolazione delle merci e libera circolazione dei capitali sono la base sulla quale è stata costruita tutta l’impalcatura comune.
La libera circolazione delle persone è la prima delle quattro libertà. Non è nemmeno ipotizzabile che Londra possa continuare a conservare un rapporto con gli altri partners se mette in discussione questo punto.
Corriere della SeraIl dibattito sulla previdenza è costellato, da sempre, di errori, di interpretazioni anomale, di pareri in libertà. Ricordiamo le perle più clamorose: la ministra Fornero che non si era accorta che la sua riforma avrebbe creato gli esodati ; la Ragioneria dello Stato che sovrastima sistematicamente il costo delle salvaguardie, senza che nessuno chieda conto di tali, ripetute previsioni errate che provocano rigidità e, quindi, costi impliciti per i conti pubblici; i tanti presunti esperti che sostengono, ovviamente per assioma, che l’allungamento dei termini per la pensione non toglie lavoro ai giovani.

Ministro del Lavoro Poletti

Avevamo visto con grande interesse l’introduzione dell’APE nel nostro ordinamento, soprattutto dopo che il Presidente del Consiglio aveva rassicurato sull’ammontare delle penalizzazioni che sarebbe stato contenuto entro limiti ragionevoli e, comunque, non tali da disincentivare quanti fossero interessati a beneficiarne.
Invece, man mano che si va avanti nella limatura della normativa e nell’analisi dei costi la situazione cambia. Crescono gli oneri per i lavoratori e aumentano i dubbi sulla efficacia del provvedimento.
Oggi si parla di una riduzione del trattamento previdenziale fino al 25 per cento che va ad aggiungersi, ovviamente, alle detrazioni già previste per chi lascia il lavoro in anticipo e, avendo versato minori contributi, ha diritto a una pensione più bassa.

Ministro dellEconomia Pier Carlo PadoaCon l’approvazione della Nota di aggiornamento del Def (Documento di economia e finanza) cominciano a delinearsi i contorni della legge di Stabilità per il prossimo anno.
I numeri sono ancora incerti ma le polemiche sono già accese. Il governo ha scelto la strada di un compromesso con l’Unione europea. Non un attacco frontale alle regole di Bruxelles che sarebbe sfociato in uno scontro, ma un gioco più sottile con una limatura di decimali sulle previsioni di crescita e l’avvio di una trattativa su alcuni capitoli quali il terremoto e la sicurezza e  su un tema caldo sul quale l’Europa è in debito con l’Italia, l’accoglienza dei migranti raccolti in mare dalle navi della nostra marina militare.

confine italo - svizzero

Il Canton Ticino prova a dire no ai lavoratori frontalieri e, in particolare, ai circa sessantaduemila lavoratori che ogni giorno varcano i confini e arrivano dall’Italia. L’esito del referendum “Prima i nostri”, promosso dalla destra nazionale Udc e dalla Lega dei Ticinesi, non lascia dubbio alcuno: il 58 per cento dei cittadini Ticinesi chiede che sul mercato del lavoro svizzero venga privilegiato chi vive sul territorio, prima di chi arriva dall’estero ed in particolar modo dall’Italia. Nello specifico, il testo referendario a cui gli elettori del Cantone hanno detto sì, chiede una modifica della Costituzione, con l’obbligo per i datori di lavoro di dare la precedenza agli svizzeri o agli stranieri domiciliati in Svizzera.
Teresa MayAd oltre tre mesi dal voto, si continua a discutere degli effetti della “brexit” sull’economia britannica ed europea. Fino ad ora le conseguenze sono state contrastanti e di difficile lettura. Da una parte la svalutazione della sterlina, immediatamente successiva al voto, ha favorito l’industria britannica dei servizi. Dall’altra però le multinazionali cominciano ad annunciare la volontà di lasciare la Gran Bretagna per un altro Paese dell’Unione Europea. Al vertice del G 20 in Cina, é stato addirittura il Primo Ministro giapponese Abe ad annunciare che le aziende di Tokio potrebbero decidere di abbandonare Londra se ci fosse il rischio di perdere il passaporto unico per la UE.

Cancelliere austriaco KernLa Germania accoglierà ogni mese, dall’Italia e dalla Grecia, centinaia di profughi con regolare permesso di soggiorno. Parola di Angela Merkel, che ancora una volta apre all’immigrazione regolare e sottolinea la necessità di bloccare l’immigrazione illegale al confine con la Ue. È al vertice di Vienna dedicato all’emergenza migranti che la cancelliera tedesca conferma la sua linea e la sua politica dell’apertura. Sono sette i Paesi europei coinvolti dal flusso migratorio lungo la rotta balcanica riuniti a Vienna, che hanno concordato sulla necessità di rafforzare i controlli alle frontiere esterne dell’Unione Europea.

Sede della Commissione UE

Nello scontro con la Merkel e con Hollande, che, in realtà, gioca un ruolo da comprimario, Renzi ha sicuramente ragione. 
Lo abbiamo già scritto su questo giornale. La autoinvestitura della cancelliera a guida dell’Unione non è più accettabile, sia perché la Germania non ha alcun titolo per imporre la sua linea agli altri Stati, sia perché i risultati dimostrano chiaramente che quella linea sta portando al tracollo. 
Prima i dati economici negativi con la sostanziale stagnazione della zona euro mentre gli Stati Uniti uscivano dalla crisi molto velocemente. Poi le inevitabili conseguenze politiche, con la crescita dei partiti populisti nei paesi in difficoltà. Infine l’avanzare della contestazione nella stessa Germania, con l’estrema destra che sottrae consensi alla CDU e mette a repentaglio la tradizionale stabilità della Repubblica federale.

migranti

Sono stati avviati i lavori per la costruzione del grande muro di Calais, un muro voluto fortemente dalla Gran Bretagna, che, tra l’altro, si accolla le spese, ma d’intesa con la Francia del premier socialista Hollande, il cui assenso era, ovviamente, indispensabile, considerato che la costruzione avviene in territorio francese.
Il muro, destinato a costeggiare l’autostrada ed il perimetro del porto della città francese, sarà alto quattro metri e lungo un chilometro e verrà dotato di telecamere.
L’avvio dei lavori ha già provocato forti polemiche nell’opinione pubblica, in quanto è l’ennesimo muro eretto nel cuore dell’Europa, con l’aggravante che nasce a seguito di un accordo fra le due più antiche democrazie del continente,  che vantano una tradizione centenaria nella difesa dei diritti dell’uomo.

BASHAR AL ASSAD

Rischia di finire in una bolla di sapone l’intesa siglata tra Stati Uniti e Russia sul cessate il fuoco in Siria. I due Paesi, infatti, principali firmatari dell’accordo che avrebbe dovuto garantire la tregua nel paese siriano, si accusano a vicenda per i bombardamenti degli ultimi giorni. La discussione tra Washington e Mosca riguarda in particolare il bombardamento aereo che lunedì scorso, vicino ad Aleppo, ha colpito un convoglio di aiuti umanitari dell’Onu, uccidendo diverse persone e provocando altre gravi conseguenze. La Casa Bianca non ha dubbi e punta il dito contro la Russia, che nella guerra in Siria è alleata del regime di Assad. Mosca e Damasco, dal canto loro, negano ogni responsabilità.

Giorgio Benvenuto

Sfuggire alla retorica in tristi occasioni come quella della scomparsa di un personaggio pubblico è esercizio decisamente complicato. Ho conosciuto Carlo Azeglio Ciampi in tutte le sue vesti: Governatore della Banca d’Italia, Presidente del Consiglio, Ministro del Tesoro, senatore a vita e, ovviamente, Presidente della Repubblica. Tanti abiti tenuti insieme da una sola, granitica dignità.

Matteo-Renzi

Lo scontro che si è consumato al Consiglio straordinario dei capi di Stato e di governo di Bratislava era prevedibile, anche se ci si sarebbe aspettati che gli schieramenti in campo fossero diversi.
Solo pochi giorni fa, al vertice di Atene dei paesi euro mediterranei (a cui, peraltro, era assente la Spagna), era stata fissata una linea comune e sottoscritta la Carta di Atene, documento che chiedeva una svolta sui migranti e sulla crescita.
Quella riunione ha provocato una spaccatura all’interno dell’Unione. L’incontro si era conclusa da poche ore quando è cominciato il fuoco di sbarramento da parte di autorevoli esponenti della CDU.

Dilma Roussef  Le ultime settimane hanno visto il riesplodere delle tensioni politiche ed economiche in Sud America. In particolare, Brasile e Venezuela stanno vivendo una situazione difficile, causata dalle crescenti difficoltà dell’economia che si traducono in gravi problemi di tipo politico e sociale. In Brasile dopo la conclusione delle Olimpiadi, che hanno temporaneamente sedato gli animi, sono ricominciate le proteste di piazza provocate dalla destituzione della Presidente Dilma Roussef.

angela_merkel

Per fortuna la Bassa Sassonia non ha confermato il risultato del Meclemburgo. La CDU, nella regione che ha come capoluogo Hannover si è confermata il primo partito con il 34,4 per cento, sia pure con una leggera flessione rispetto a cinque anni prima. Di contro, l’AFD, Alternativa per la Germania, ha ottenuto un modesto 7,8 per cento, che, almeno temporaneamente, raffredda gli entusiasmi per la nuova formazione politica.

Bashar al Assad

Gli Stati Uniti e la Russia hanno finalmente raggiunto un’intesa sulla Siria. Si tratta di un accordo, sottoscritto da entrambe le parti, che prevede una tregua in tutti i territori siriani diventati ormai da cinque anni teatro di conflitti. Tale accordo dovrebbe portare il Paese verso una transizione politica e creare le condizioni per la ripresa di negoziati di pace tra regime e opposizione, così da porre, finalmente, la parola fine su una lunga e sanguinosa guerra civile. 

i moderati“I Moderati di Centrosinistra appoggiano totalmente la protesta del comitato docenti dei ‘nastrini rossi’. Gravi, infatti, sono i disagi che migliaia di famiglie, letteralmente smembrate, stanno vivendo in queste ore, con i trasferimenti in sedi scolastiche di insegnanti, assunti con la legge 107, a centinaia di km di distanza dalle proprie zone di residenza”.

Nello Formisano

Dopo le dichiarazioni del Presidente del Consiglio a Porta a Porta si può essere fiduciosi sulla efficacia delle misure in cantiere per superare le rigidità della legge Fornero in materia previdenziale.
La mia soddisfazione è duplice, perché viene avviato a soluzione un problema annoso del Paese e perché una nostra storica battaglia comincia a produrre risultati concreti.

Romano Prodi

Ha portato all’arresto di sette persone l’operazione “Scripta Manent” della Digos di Torino. Si tratta di esponenti del gruppo Fai, Federazione anarchica informale, che dovranno rispondere di associazione finalizzata ad atti di violenza, terrorismo ed eversione. 
Le manette sono scattate in tutta Italia: si è accertato che la Fai pur avendo  sede nel capoluogo torinese era riuscita a creare una vera e propria organizzazione capillare operante su tutto il territorio italiano e che presto avrebbe colpito anche all’estero.  Il gruppo anarchico con testa a Torino, infatti, sarebbe responsabile di una serie di attentati avvenuti in un lungo arco temporale. Per l’esattezza sono circa 50 gli episodi di natura terroristica ed eversiva organizzati e messi in atto dalla Fai in tredici anni di attività. 

Virginia Raggi.

È sicuramente un parere in controtendenza soprattutto dopo gli ultimi avvenimenti, ma sono convinto che fino a qualche giorno fa i grillini a Roma erano partiti con il piede giusto.
La sindaca è sembrata lenta nelle decisioni ma la complessità dei problemi della capitale poteva giustificare una maggiore ponderazione nello studio dei fascicoli.
La composizione della squadra di governo comportava interessanti elementi di novità. La Raggi era riuscita a coinvolgere personalità di grande profilo, quali appunto gli attuali dimissionari. Carla Raineri è un magistrato di alto livello, già candidata alla Presidenza della Corte di Appello di Milano, Marcello Minenna, è uno dei dirigenti più autorevoli della CONSOB, Alessandro Solidoro è il presidente dell’Ordine dei Commercialisti di Milano e Armando Brandolese e Marco Rettighieri sono due manager di grande spessore.

Beatrice_Lorenzin

Beatrice Lorenzin nella bufera. La campagna del “fertility day” lanciata dalla ministra ha suscitato aspre polemiche sia nella pubblica opinione che fra i politici incontrando la riprovazione dello stesso Presidente del Consiglio. Ancora peggiore è stata la finta retromarcia della responsabile della Salute che ha immaginato di superare l’ondata di contestazioni con una semplice rimodulazione degli slogan sui quali si basa la campagna stessa. Una reazione che dimostra che non ha capito né la natura, né la gravità dell’errore commesso.
In realtà, non si tratta di modificare qualche slide, ma di cambiare completamente l’approccio al problema.
La natalità è in diminuzione da anni, come sono in diminuzione i matrimoni, e tutte le voci di spesa delle giovani generazioni.

Matteo RenziFuori dalle tendopoli entro un mese: è questo l’obiettivo numero uno messo a punto dal governo per far fronte all’emergenza terremotati. Dopo la tragedia che ha colpito il Centro Italia il governo si mette all’opera e detta l’agenda per gestire il post terremoto con un piano articolato in tre fasi. Scopo principale è quello di dare una sistemazione adeguata agli sfollati, per poi passare alla ricostruzione dei luoghi disastrati. Emergenza, ricostruzione e prevenzione: queste le parole d’ordine del piano ideato dal governo Renzi.
Il primo passo, dunque, sarà togliere gli sfollati dalle tende nel giro di poche settimane. Bisognerà quindi decidere se far arrivare i container nei paesi colpiti o trasferire la gente negli hotel e nei residence della zona.

enrico-mentana

Il successo del neologismo lanciato da Enrico Mentana, "webete", contiene un messaggio di speranza. Finalmente c’è una reazione alle idiozie diffuse sul web. Una reazione che è partita da un personaggio noto ma ha coinvolto un numero rilevante di utenti di twitter, a riprova del fatto che il direttore de “La 7” ha interpretato un pensiero molto diffuso nella pubblica opinione, stanca di pareri in libertà, affermati con tanta più arroganza quanto maggiore è l’ignoranza sulla materia.
È vero che gli insulti sono un’altra piaga del web e webete, se non è proprio un insulto, è certamente un’espressione forte, ma è possibile che il timore della riprovazione di massa riesca a frenare gli impulsi inarrestabili di alcuni utenti della rete che, davanti a una tastiera, si sentono depositari di un sapere universale e sfogano in valutazioni estemporanee le loro frustrazioni. 

Dacca, capitale del Bangladesh

La polizia del Bangladesh ha ucciso l’autore dell’attentato terroristico avvenuto a Dacca lo scorso primo luglio. Si tratta di Tamim Ahmed Chowdhury, cittadino canadese nato in Bangladesh: secondo quanto riferito dal capo dell’antiterrorismo della capitale bengalese, l’attentatore godeva di grande considerazione da parte della dirigenza dell’Isis, che recentemente lo aveva indicato come suo “comandante nazionale”. Tamin Chowdhury è stato ucciso in un blitz vicino a Dacca insieme ad altri due terroristi. L’operazione è avvenuta in una casa a Narayanganj, nei pressi della capitale: l’identificazione è avvenuta a seguito di una soffiata da parte del proprietario della casa in cui i militanti alloggiavano, il quale ha riferito che si erano presentati come uomini d’affari impegnati nel commercio nel settore medico. 

francois hollande

Alla fine la cultura giuridica francese ha prevalso sulla demagogia. Il Consiglio di Stato ha bocciato le ordinanze che vietavano il burkini in spiaggia, adottate da alcuni sindaci sull’onda delle reazioni anti islamiche seguite all’attentato di Nizza.
E non poteva essere diversamente. Un Paese, le cui tradizioni richiamano, innanzitutto, la "liberté" non poteva imporre un divieto senza una motivazione di sicurezza o di ordine pubblico.
In effetti, le ordinanze che vietano il burkini sono una scivolata che non ha alcun senso né sul piano giuridico, né sul piano politico. 
terremoto-amatriceIn un momento di grande dolore come questo con oltre cento morti e migliaia di feriti e di senza tetto è doveroso mettere da parte le polemiche per superare con la solidarietà e l’impegno comune la sciagura che si è abbattuta sul Paese.
Solidarietà che è stata grande in queste prime ore, a testimonianza del fatto che il Paese reale è migliore della rappresentazione che ne viene data.
Se anche ci fossero delle responsabilità, dei ritardi, delle manchevolezze, il rispetto per le vittime e la esigenza primaria di non intralciare le operazioni di soccorso impongono di rinviare a una fase successiva a quella dell’emergenza l’analisi dei fatti e le recriminazioni, i dubbi, le accuse per eventuali negligenze o errori che siano stati commessi.

Fayez al Sarraj

La situazione in Libia diventa sempre più delicata. Quando sembra che si vada verso una schiarita, c’è subito un fatto, una dichiarazione o una presa di posizione che riporta la soluzione della crisi in alto mare, come se ci fosse una regia occulta che orienta gli eventi verso il caos.
Il governo di Farraj aveva ottenuto, nelle ultime settimane, due successi significativi: la riconquista, pressoché completa di Sirte e l’appoggio esplicito degli Stati Uniti.

Donald Trump

La campagna elettorale americana continua a riservare sorprese. In campo repubblicano, in particolare, le dichiarazioni sempre più sopra le righe di Donald Trump, fatte nella convinzione che potessero conquistargli il consenso dell’elettorato, si stanno viceversa rivelando un vero e proprio boomerang. Le polemiche estremamente violente sull’immigrazione e le posizioni filorusse sulle questioni siriana ed ucraina stanno allontanando l’elettorato moderato che, a questo punto, potrebbe orientarsi verso il Partito Democratico o disertare le urne. Negli ultimi giorni il tycoon newyorkese sta cercando di correre ai ripari, passando a toni più concilianti ed arrivando a scusarsi per alcune esternazioni particolarmente offensive.

Nello Formisano

L’intervista del ministro Calenda a Repubblica sulla legge di Stabilità richiede qualche riflessione.
È condivisibile l’idea base dell’intervista: è necessario un indirizzo strategico al quale fare riferimento per tutti i provvedimenti di politica economica.
Questo giornale, proprio pochi giorni fa, pur riconoscendo i  meriti del governo, ha proposto che l’Esecutivo avvii una politica organica di medio – lungo periodo adottando provvedimenti coerenti finalizzati al perseguimento degli obiettivi prioritari senza disperdere gli stanziamenti in mille rivoli. 

Ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan.

La crescita dell'economia italiana continua a oscillare intorno a percentuali da prefisso telefonico. Anzi, gli ultimi dati indicano un ulteriore peggioramento delle previsioni sia per il 2016 che per il 2017.
Come era prevedibile, la domanda estera, da sola, non è sufficiente a rilanciare lo sviluppo. 
Bisogna dare atto che il governo ha adottato in questi anni alcuni provvedimenti che hanno avuto effetti favorevoli sulla congiuntura. Gli 80 euro, la decontribuzione delle nuove assunzioni, le battaglie con la Commissione europea per una maggiore flessibilità hanno sicuramente aiutato lo sviluppo.

giornali“Cercasi segretario generale. Da 200mila euro all'anno. Praticamente il doppio dello stipendio di Renzi, qualche migliaia di euro in più di Hollande e quasi quanto guadagna la signora Merkel. Il segretario generale a cui si sta dando la caccia è quello del Consiglio regionale della Campania.”
È stata questa l’apertura delle pagine locali di un quotidiano nazionale di grande tradizione e di ampia diffusione. Un’apertura che sicuramente avrà fatto guadagnare qualche migliaio di lettori a quel giornale ma, altrettanto sicuramente, ha fatto fare centinaia di passi indietro alla democrazia e alla società italiana.

Fetullah Gulen

Si inaspriscono i rapporti diplomatici tra la Turchia e gli Usa. Secondo le autorità turche la mente del fallito golpe dello scorso luglio sarebbe l’imam Fethullah Gulen: si tratta del predicatore e leader del movimento Hizmet, un tempo sostenitore di Erdogan, ma divenuto poi suo principale rivale, che vive dal 1999 in esilio volontario in Pennsylvania, negli Stati Uniti.
Le autorità giudiziarie turche hanno spiccato un mandato d’arresto internazionale nei suoi confronti, ma Washington non sarebbe disposta a concedere la sua estradizione. Le prove presentate dalla Turchia, infatti, non avrebbero convinto le autorità statunitensi circa un probabile coinvolgimento di Fethullah Gulen nel fallito golpe del 15 luglio scorso.

Presidente turco Erdogan

La Turchia torna a fare la voce grossa con l’Unione europea in materia di rifugiati: se ai cittadini turchi non sarà consentito viaggiare nei paesi Ue senza visto, al più tardi entro ottobre, l’accordo sui rifugiati, quello siglato lo scorso 18 marzo, salterà. Parola del presidente turco Recep Tayyip Erdogan, che ci va giù pesante non solo contro l’Unione europea, ma anche contro gli Usa e l’Italia.

Fayez al Sarraj Premier Libia

Gli Usa hanno ripreso a bombardare la Libia con lo scopo di indebolire il Califfato. Gli obiettivi dei cacciabombardieri americani sono le postazioni dell’Isis, che dal 2015 ha trasformato la città di Sirte in una vera e propria roccaforte dello Stato islamico. Proprio a Sirte, città libica importante per la presenza del porto, sono più di mille i combattenti jihadisti che hanno giurato fedeltà assoluta al Califfato. 
È la prima volta, dopo gli attacchi aerei del 2011, che portarono alla caduta di Muammar Gheddafi, che gli Stati Uniti tornano a bombardare dall’alto la Libia.

Shinzo AbeIl Giappone prosegue con la sua politica economica espansiva. La cosiddetta “abenomics”, dal nome del Primo Ministro giapponese Abe, sta entrando infatti in una nuova fase, con investimenti per 240 miliardi di euro che, nelle intenzioni del governo di Tokio, dovrebbero fungere da stimolo all’industria ed alla occupazione. Il Giappone vive da parecchi anni una situazione economica piuttosto difficile, caratterizzata da disoccupazione e bassa crescita che la “abenomics” dovrebbe riuscire a risolvere. Una politica anticiclica è infatti necessaria in caso di recessione. È questa la strada che hanno seguito il Giappone di Abe e gli Stati Uniti di Obama.

Donald Trump

La candidata democratica Hillary Clinton ha finalmente ottenuto ufficialmente la nomination dal suo partito. È diventata così la prima donna a concorrere per la presidenza degli Stati Uniti, entrando nella storia e superando lo scoglio delle primarie in cui il suo avversario, il senatore del Vermont Bernie Sanders, le ha dato filo da torcere. Proprio il rapporto con Sanders potrebbe avere una grande importanza nella fase finale della lunga corsa verso la Casa Bianca.

Presidente turco Erdogan

La situazione in Turchia continua ad essere grave. La repressione del Presidente Erdogan, a seguito del tentativo di colpo di Stato, sta infatti creando una situazione difficile, fatta di arresti sommari o di licenziamenti di massa di esponenti dell’opposizione e della parte laica della società, considerati complici del golpe. Lo stato di emergenza inoltre consente la detenzione fino a trenta giorni senza che sia formulata una accusa, fornendo così al governo un potere di intimidazione incredibile. Apparentemente, la posizione di Erdogan, all’interno e all’esterno del Paese, sembrerebbe essersi rafforzata.
Nello Formisano“I dati positivi registrati dall’Istat in relazione al mondo del lavoro confermano quanto giusta fosse l’attenzione del Governo e delle forze politiche che, su questi temi, hanno prodotto proposte e iniziative”.
Ad affermarlo, in una nota, è l’on. Nello Formisano, capogruppo alla Camera dei Moderati di centrosinistra, il quale conclude:
“Se avessimo coraggio, forza e volontà di passare subito a una ‘staffetta generazionale’ strutturale, modificando quella parte della legge Fornero che impedisce ai lavoratori di andare in pensione con qualche anno di anticipo, due, al massimo tre, avremmo dato una risposta straordinaria ai giovani disoccupati del nostro Paese”.
 

Jean Claude Juncker

Cambio di indirizzo della Commissione Europea. L’Esecutivo di Bruxelles, nell’esame della situazione economica di Spagna e Portogallo, ha stabilito per i due paesi un percorso di risanamento ispirato a principi di grande flessibilità. I due Paesi iberici avevano superato il deficit previsto dalle norme comunitarie, col risultato di andare incontro alla procedura di infrazione fissata in questi casi.  La Commissione, tuttavia, ha deciso di proporre al Consiglio di non adottare nessuna sanzione a carico degli Stati responsabili di avere sforato i parametri.

HILLARY CLINTONLa strada di Hillary Clinton verso la Casa Bianca è ancora lunga. Però, la convenzione di Filadelfia ha fatto segnare, a vantaggio della ex first lady, alcuni sostegni forti che potrebbero essere determinanti. Gli interventi di Michelle e del Presidente Obama, di cui, ovviamente, era scontato l’appoggio, sono stati particolarmente efficaci, così come quello dell’ex Presidente, nonché marito di Hillary, Bill Clinton.

Cardinale Crescenzio_Sepe

Il cardinale di Napoli, Crescenzio Sepe ha indetto un convegno che si terrà nella città partenopea fra gennaio e febbraio del prossimo anno sui temi del lavoro e della disoccupazione. 
Parteciperanno tutti i vescovi dell’Italia meridionale.  Al programma stanno già lavorando due vescovi delegati per ogni regione. 

Matteo-Renzi

L'Unione Europea continua ad interrogarsi sul proprio futuro dopo il referendum sull’uscita della Gran Bretagna. La domanda che molti osservatori si stanno ponendo è come potrà l’Europa continuare sulla strada per l’integrazione, ora che le spinte centrifughe si sono fatte più forti e il vento del populismo è tornato a soffiare. Secondo molti esperti la strada deve essere diretta a rafforzare la coesione della UE, in particolare tra gli Stati fondatori. Bisogna infatti cominciare a distinguere fra i Paesi che stanno nell’Unione condividendone i principi e gli obiettivi e quelli che, invece, sono entrati in Europa soltanto per interessi economici.

HILLARY CLINTON

I candidati alle elezioni americane stanno preparando le strategie in vista delle elezioni di novembre. Dal ramo democratico, in particolare, Hillary Clinton serra le fila chiamando a raccolta i principali esponenti del partito. Il primo a correre in supporto della Clinton é stato il Presidente Obama, che la ha, di fatto, "incoronata", promettendo il proprio sostegno alla candidatura. Altro appoggio è quello fornito dallo sfidante alle primarie, il senatore Bernie Sanders, appoggio particolarmente importante, in quanto porta alla Clinton i voti dell’ala sinistra del Partito Democratico, che è sempre stata fredda nei suoi confronti, considerandola troppo spostata al centro. 

Presidente turco Erdogan

Il recente tentativo di colpo di Stato in Turchia, arrivato dopo un lungo periodo di violenze e di instabilità, ha posto nuovamente l’attenzione sulla situazione e sul futuro del grande Paese mediorientale e del suo Presidente Erdogan. In particolare, ci si chiede quali siano i possibili effetti del fallito golpe. Una prima teoria ritiene che il Presidente turco ne esca rafforzato. Ha infatti dimostrato, con il suo appello alla popolazione, di godere ancora di un forte appoggio nel Paese, che gli ha consentito di sventare la sollevazione militare, seppure in extremis. La ricerca dei partecipanti alla rivolta, inoltre, viene usata come pretesto dai fedeli di Erdogan per eliminare tutti gli oppositori, politici, religiosi, laici, conservatori e democratici.

Nello Formisano

“La proposta della minoranza Pd di modificare la legge elettorale può servire, in qualche modo, a sbloccare la situazione, ammesso che ci siano i numeri in Parlamento per procedere”.
Ad affermarlo, in una nota, è l’on. Nello Formisano, capogruppo alla Camera dei Moderati di centrosinistra, il quale aggiunge:
“Ricordo a tutti che il ripristino dei collegi maggioritari avrebbe il pregio di consentire effettivamente ai cittadini la scelta del proprio rappresentante sul territorio, riconoscerebbe il premio di maggioranza alla coalizione vincente e in parte risolverebbe il problema della governabilità”.
“Nelle due volte in cui si è votato con i collegi maggioritari, nel 1996 e nel 2001, il Parlamento ha avuto vita stabile e duratura, per l’intero arco della legislatura”, conclude l’on. Formisano.
 

Carlo De Benedetti

L'intervista di Carlo De Benedetti al Corriere della Sera del 9 luglio scorso è stata ignorata da economisti e commentatori ma riveste grande significato, in quanto è la prima valutazione critica di un autorevole esponente del capitalismo italiano in ordine agli effetti della globalizzazione.
Ovviamente, una valutazione coerente con il personaggio e, quindi, da prendere solo come spunto preliminare per una più approfondita riflessione.
De Benedetti parte dai benefici della globalizzazione che, a suo dire, "avrebbero consentito di abbattere l'inflazione e di rivoluzionare con la tecnologia anche la vita quotidiana".

Jean Claude Juncker

La grande stampa ha presentato lo scudo approvato dalla Commissione europea come la soluzione ai problemi del sistema bancario. Invece, non è così. Lo scudo serve soltanto a tamponare gli effetti più appariscenti di eventuali crisi di sistema che potrebbero essere innescate proprio dalle impostazioni sbagliate della Unione europea nel settore del credito.
Oggi, paradossalmente, il vero problema non è la debolezza di alcune banche che riguarda solo singoli istituti, ma è proprio  il “bail-in” che, in teoria, sarebbe finalizzato a tenere sotto controllo gli effetti negativi di tali debolezze.
Il “bail –in” prevede che, in caso di default di una banca, sono chiamati a risponderne soprattutto gli azionisti, gli obbligazionisti e i depositanti, titolari di depositi oltre una soglia di garanzia, di quella banca.

Fayez al Sarraj

La riconquista di Sirte, ad opera delle forze del governo di unità nazionale del premier Sarraj, ha segnato un grande passo in avanti, sia nella battagli contro l’Isis sia nella stabilizzazione della Libia. Il nuovo esecutivo, sostenuto dalle Nazioni Unite, ha dimostrato di essere in grado di difendere e pacificare il Paese, nonché di sapere coagulare intorno a sé buona parte della galassia politica libica. La posizione di Sarraj, in particolare, si è rafforzata anche nei confronti del Parlamento di Tobruk che continua a rinviare una pronuncia definitiva in merito al riconoscimento formale del governo di unità nazionale.

Nello Formisano

È, probabilmente, un’opinione eterodossa ma siamo convinti che dal "leave" deriveranno gravi problemi soprattutto alla Gran Bretagna.
Per la UE, invece, nel medio periodo, non solo non è prevedibile un impatto negativo a seguito della separazione ma potrebbero esserci, addirittura, conseguenze vantaggiose.  
I mercati finanziari sono in fibrillazione perché la speculazione approfitta di ogni avvenimento per fare utili a spese di quanti hanno i nervi meno saldi. Ma l’economia reale non subirà danni significativi dalla decisione inglese  e le Borse, passata l’ondata di panico, ne prenderanno atto e torneranno alle quotazioni precedenti.

Michel Temer

Gli ultimi giorni hanno visto un nuovo capitolo della crisi brasiliana con la dichiarazione di “stato di calamità economica” proclamato dallo Stato di Rio, uno dei più grandi e ricchi del Paese. Continua, quindi, la grave situazione economica  che investe il Paese sud americano a ridosso dell'avvio delle Olimpiadi.  
Inoltre, il governo provvisorio del presidente Temer, che ha sostituito Dilma Roussef, sospesa dal Parlamento per un presunto falso nel bilancio dello Stato, sta perdendo pezzi, con ministri costretti a dimettersi a causa di inchieste giudiziarie.

Donald Trump

Nel mese di luglio si terranno le convention per la investitura dei candidati alle presidenziali di novembre,  il 18 quella repubblicana a Cleveland e il 25 quella democratica a Filadelfia, ma le primarie hanno già fornito i loro verdetti. Per il GOP Donald Trump è il vincitore annunciato; dalla parte democratica Hillary Clinton, dopo una fase di appannamento, ha registrato successi convincenti negli ultimi stati, fra i quali quello più importante, la California, conquistando, così, un numero di delegati sufficiente ad assicurarsi matematicamente la nomination.

Nello Formisano

I risultati delle elezioni amministrative evidenziano, al di là dei condizionamenti di ordine locale, un profondo disagio nazionale che ha raggiunto il livello di guardia.
Un disagio che viene da lontano e che trae origine, in primis, da una situazione economica che continua ad essere assolutamente precaria.
I numeri dicono che la recessione è finita, ma che la ripresa non c’è.  Quando la crescita si misura in decimali di punto è molto più corretto parlare di stagnazione piuttosto che di  sviluppo. E, soprattutto, una ripresa così debole non consente alcun risultato significativo in termini di aumento dei posti di lavoro.

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