Quotidiano on line di politica, economia, cultura e informazione



Mercoledì, 5 Agosto 2020

EDITORIALI

GIORGIO BENVENUTO: AL GOVERNO SI CHIEDE UNA SVOLTA CORAGGIOSA, REALISTICA, INNOVATIVA NELLA POLITICA FISCALE

giorgio benvenuto

Giorgio Benvenuto

Matteo Renzi, ancora una volta si dimostra uno scaltro e abile comunicatore, con molte marce in più rispetto ai suoi avversari politici esterni ed interni.
Con la trovata shock dei 50 miliardi di tasse in meno in cinque anni, pari a tre punti di PIL, ha sbaragliato il campo. Gli interlocutori del centrodestra invece di sottolineare criticamente la genericità delle coperture alla manovra si sono abbandonati solo a recriminare la loro primogenitura.
La sinistra, invece, è caduta nella trappola; non si libera dall’etichetta di “partito delle tasse”; non riesce a dimenticare Padoa Schioppa (il Ministro dell’Economia che nell’ultimo Governo Prodi aveva affermato entusiasta che le “tasse sono bellissime”); si conferma come il partito assetato di gettito fiscale.
"È un patto con gli italiani. Abbiamo sempre detto che finalmente dopo tanti anni di immobilismo si può”. Lo dice il presidente del Consiglio Matteo Renzi al Tg2.

Leggi tutto...

IL LAVORO, PRIORITÀ ASSOLUTA NELLA COSTITUZIONE E NELLA DOTTRINA SOCIALE DELLA CHIESA. MA LA POLITICA CINCISCHIA

 Giorgio Benvenuto

di Giorgio Benvenuto 

L’articolo 1 della Costituzione conserva intatta tutta la sua forza. Diceva Hannah Arendt: “Non c’è niente di peggio di una società fondata sul lavoro ma senza lavoro”. Il tema del lavoro negli anni del dopoguerra è stato centrale nella vita del Paese. Lo disse Riccardo Lombardi in un intervento all’Assemblea Costituente: “Non c’è nessun altro problema in questo momento, compreso quello dei salari, che sia così essenziale come quello della disoccupazione… Ora il problema dei disoccupati non si può affrontare con i metodi dell’ordinaria amministrazione, voglio dire con il metodo degli espedienti anche costosi, con il quale è stato affrontato fino ad oggi. Non può questo problema, che è anche morale oltre che politico, avere la stessa natura, lo stesso rilievo di tutti gli altri… Si sacrifichi qualunque altra cosa, si sacrifichino anche dei principi, ma il problema della disoccupazione deve essere risolto”.

Leggi tutto...

MARCHIONNE INTRODUCE LA PARTECIPAZIONE AGLI UTILI. I SINDACATI RINNOVINO LE POLITICHE RIVENDICATIVE

 Giorgio Benvenuto

di Giorgio Benvenuto

All’Hotel Sofitel Legend Le Grand Amsterdam si è tenuta la prima assemblea della FCA; vi hanno partecipato dieci azionisti. Gli interventi in italiano sono stati ammessi, ha detto il Presidente John Elkan, solo in via eccezionale, visto che per la FIAT è la prima riunione fuori dall’Italia. Elkan ha anche sottolineato che con la nascita della FCA “tutto è cambiato per sempre”.

I soci hanno impiegato meno di due ore per approvare tutti i punti all’ordine del giorno, dai conti 2014 al rinnovo del consiglio. Exor – la holding quotata dalla famiglia Agnelli – controlla FCA con il 29,19% del capitale FCA e il 44,31% dei diritti di voto; grazie al meccanismo delle deleghe era presente il 59% delle azioni ordinarie e il 68,5% circa dei diritti di voto. I soci di minoranza della Fiat Chrysler hanno bocciato la politica di remunerazione del gruppo e in particolare il superpremio assegnato a Sergio Marchionne. La votazione sui “premi per gli amministratori esecutivi” è stata infatti approvata con circa 919 milioni di voti a favore, pari all’80% circa dei diritti di voto, contro 226 milioni di voti contrari; poiché Exor controlla circa 743 milioni di voti, il numero dei favorevoli tra i soci di minoranza è pari a 176 milioni. A fine 2014 il Consiglio di Amministrazione aveva assegnato a Marchionne premi straordinari per un valore complessivo di 60 milioni di euro, parte dei quali incassabili a fine mandato.

Leggi tutto...

IL RIFORMISMO È ANCORA ATTUALE – IDEE PER UN SINDACATO NUOVO, ATTIVO, REATTIVO

Giorgio Benvenuto

di Giorgio Benvenuto

Per Bruno Buozzi il riformismo non è il “metodo”, non è il rifugio nel “quotidiano” ma è la consapevolezza di essere, sempre, nell’azione sindacale e in quella politica, ancorati ad una visione strategica.
Due esempi fra i più noti possono essere illuminanti. Il primo: Buozzi, Segretario Generale della FIOM visse i giorni drammatici della occupazione delle fabbriche, ma ad essi, senza piegarsi alle tesi massimaliste, cercò di dare un duplice sbocco positivo: uno sbocco “democratico” sul piano politico, uno sbocco “concreto” sul piano sociale con il miglioramento delle condizioni generali e retributive dei lavoratori.
Il secondo: il riformismo per Buozzi non è una politica grigia per i tempi della transizione. Tra lo scetticismo generale e senza nessun aiuto, Buozzi fa vivere e poi rivivere a Parigi la Confederazione Generale del Lavoro, di cui è divenuto Segretario Generale, quando il fascismo sta vibrando in Italia gli ultimi, decisivi colpi alla democrazia politica e alle libertà sindacali e civili.
Buozzi, insomma, dimostra che anche un riformista può affrontare con coraggio battaglie ideali mai “perdenti”; che “perdenti” non sono state poi, se è vero come è vero, che gli ideali del riformismo rimasero radicati nel cuore di tanti lavoratori prima nella resistenza al fascismo e poi nella ricostruzione del sindacato unitario.

Leggi tutto...

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie vai alla sezione To find out more about the cookies we use and how to delete them, see our privacy policy.

I accept cookies from this site.

EU Cookie Directive Module Information