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Giovedì, 21 Gennaio 2021

Wisco

francois hollandeLacrime e sangue anche per i francesi per risanare i conti dello Stato. Si chiama “agenda del risanamento” e potrebbe costare a Francois Hollande la fine di quell’entusiasmo popolare che ha contraddistinto la sua elezione a presidente. La stangata per il popolo francese è arrivata in diretta televisiva, quando l’inquilino dell’Eliseo ha annunciato che il prossimo anno le famiglie e le imprese dovranno pagare tasse per 20 miliardi di euro in più rispetto al previsto.
È un programma biennale “di sacrifici senza precedenti” ha annunciato lo stesso Hollande, per far sì che in due anni si possa recuperare il Paese, il lavoro, la competitività e costruire una società più umana e solidale. Il primo obiettivo sarà recuperare 33 miliardi di euro solo per il 2013, con lo scopo di rimettere i conti a posto e ridurre il deficit sino al 3 per cento.
Il peso di questa manovra graverà su tre elementi principali: le imposte sui più abbienti, il taglio al budget dei ministeri (esclusi quelli dell’Istruzione, degli Interni e della Giustizia) e tasse per le grandi imprese, ma solo se non reinvestiranno i propri utili. Nonostante ciò, il governo ha però garantito che creerà centomila posti di lavoro da qui fino alla fine dell’anno e che porterà avanti riforme strutturali nel campo del mercato del lavoro e in quello degli ammortizzatori sociali.

Piaccia o no, sta di fatto che la parabola di Francois Hollande, entrato a furor di popolo al posto di Nicolas Sarkozy, perde colpi e l’inquilino dell’Eliseo si ritrova bersagliato dalle critiche e dai sondaggi. L’ultimo, per esempio, vede impennarsi fino al 59 per cento il popolo degli scontenti.
E che il presidente ne sia consapevole lo dimostra il fatto che, in diretta televisiva, non ha nascosto nulla della gravità della situazione economica ai francesi, convenendo per la prima volta con gli economisti più critici al riguardo.
L’Ump, l’opposizione di destra, intanto già ironizza e passa all’attacco: “Si parla spesso dell’impreparazione dei socialisti a guidare lo stato - si legge in uno dei primi commenti dal partito di Sarkozy - il presidente ci ha annunciato che i socialisti in cento giorni hanno fatto un’agenda!”. Ma a chi ironizza e gli rimprovera l’immobilismo, il presidente Hollande risponde: “Non farò in quattro mesi quello che i miei predecessori non hanno fatto in cinque o dieci anni”.

 

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