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Giovedì, 21 Gennaio 2021

Wisco

ron paulIl leggendario autolesionismo che negli anni ha contraddistinto il centro-sinistra italiano, definito da alcuni la “sindrome di Tafazzi”, dal nome di un personaggio di uno sketch comico degli anni novanta, è stato esportato in America. Negli Usa, infatti, sembra aver colpito principalmente il partito repubblicano, almeno a giudicare dalle recenti, più importanti scelte politiche del “Grand Old Party”.
In particolare, la nomina di Ron Paul come candidato alla vicepresidenza è il fatto che merita di essere esaminato con maggiore attenzione. Si tratta infatti di un candidato proveniente dalle file della destra del partito, l’area definita del “Tea Party”, che già nel 2008 espresse il candidato alla vicepresidenza con la scelta, poi rivelatasi fallimentare, di Sarah Palin.
Ora, dopo quattro anni, la storia si ripete ed i repubblicani si affidano ancora una volta ad un convinto fautore di uno stato “leggero”, nella convinzione di proseguire nel solco disegnato da Reagan negli anni ottanta (“Lo Stato non è la soluzione, lo Stato è il problema”). 

In realtà, però, tra Reagan e Paul c’è una sostanziale differenza: Reagan era un pragmatico, Paul no, almeno a giudicare dalla sua attività al Congresso. L’amministrazione Reagan, infatti, nell’applicare le sue ricette liberiste, lo fece con moderazione, senza rigidità di natura ideologica e valutando le singole situazioni.
Paul, viceversa, parla di una abolizione “tout court” del sistema sanitario nazionale americano, il cosiddetto “medicare”, creato a suo tempo da Richard Nixon ed appunto conservato da Reagan, consapevole dei danni sociali che avrebbe comportato la sua eliminazione, danni senza un reale ritorno in termini di crescita del Pil.
Molti, infatti, ritengono che l’abolizione di “medicare” comporterebbe una riduzione dei consumi, dovuta al fatto che gli over 65, che usufruiscono delle cure concesse, sarebbero costretti a risparmiare ulteriormente, dirottando sulle spese mediche i soldi che adesso investono in beni di consumo, col risultato di penalizzare la crescita economica neutralizzando il risparmio per le finanze pubbliche. In pratica si verificherebbe una redistribuzione della ricchezza al contrario, dai più poveri ai più ricchi, visto che l’abolizione di “medicare” servirebbe ad ottenere i fondi per una riduzione delle tasse sui grandi patrimoni. La ricetta Paul, quindi, sta mettendo in allarme tutti gli strati sociali più deboli, gli afroamericani, gli ispanici e gli over 65 che, guarda caso, rappresentano una importante forza elettorale proprio negli stati considerati in bilico, in particolare la Florida.
Un bel regalo di fine estate per un Barack Obama in un momento di difficoltà per le critiche che gli arrivano da sinistra. Così come nel 2008. Allora fu Sarah Palin, oggi Ron Paul. 

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