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Giovedì, 21 Gennaio 2021

Wisco

Julian-Assange-Al di là dell’opinione che si può avere di Assange, che per alcuni è un eroe della libertà di informazione, per altri un pericolo pubblico, quello che sta succedendo in questi giorni è molto grave.
Come è noto, il patron di Wikileaks si è rifugiato nell’ambasciata dell’Ecuador per sfuggire alla giustizia inglese  che vorrebbe estradarlo in Svezia per un processo per un duplice presunto stupro. Assange dice di non temere tanto la giustizia svedese quanto una possibile estradizione negli Stati Uniti, dove lo attenderebbe un processo per tradimento e rivelazione di segreti militari nel quale rischierebbe la pena di morte.
L’Ecuador ha preso sul serio il pericolo e ha concesso il diritto di asilo ad Assange.
La risposta del governo inglese è stata incredibile. Contestazione del diritto di asilo, teorie strane sulla non inviolabilità delle sede diplomatica, pressioni inconsulte sul governo ecuadoregno per ritirare il provvedimento, minacce di inviare la polizia nell’edificio per catturare il fuggitivo.

Un comportamento degno del peggiore dittatorello di un qualunque paese canaglia. Anzi, peggio. Pinochet e Videla negli anni ’70 non hanno osato minacciare l’inviolabilità delle sedi diplomatiche, nemmeno quando decine e decine di insorti si rifugiavano nelle ambasciate per sfuggire agli sgherri delle polizie segrete.
Oltre tutto, un comportamento stupido. L’Ecuador, di fronte a un atteggiamento così arrogante, non poteva non reagire con fermezza, a meno di non volere essere considerato una repubblica delle banane e, quindi, ha risposto per le rime ricordando al Regno Unito di non essere una colonia.  
E il parlamento ecuadoregno ha chiesto l’intervento dell’Organizzazione degli Stati Americani e del Consiglio di Sicurezza dell’ONU, dove la patria della libertà e dei diritti civili rischia di ricevere lezioni di democrazia dal Venezuela di Chàvez o dalla Cuba di Raul Castro.
Alla fine, il ministro degli Esteri ha fatto marcia indietro smentendo, almeno, l’idea folle di un assalto all’ambasciata, stile pasdaran iraniani.
Secondo il Daily Mail la smentita è stata preceduta da un avvertimento del premier britannico David Cameron e del suo vice Nick Clegg che, interrompendo le vacanze in Spagna, avrebbero invitato Hague a stare calmo e a smorzare i toni.
Un avvertimento giunto, comunque, troppo tardi e che non è valso ad evitare al governo di Sua Maestà una figuraccia di dimensione planetaria.

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