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Giovedì, 21 Gennaio 2021

Wisco

centrale nucleare giapponeseÈ ufficiale: il Giappone ritorna al nucleare, e lo fa ripristinando i reattori numero 3 e 4 della centrale di Ohi, una città della prefettura di Fukui. La decisione, anticipata la scorsa settimana dal primo ministro giapponese, è stata formalizzata, nonostante la contrarietà dell’opinione pubblica, ancora  fortemente traumatizzata dal disastro della centrale di Fukushima del marzo 2011.
In effetti, dopo quello che il Paese nipponico si è ritrovato a vivere e visto che ancora fa i conti con le conseguenze del’incidente di Fukushima, nessuno avrebbe mai immaginato che le autorità potessero optare nuovamente per l’energia nucleare con tanta facilità e in un così breve tempo.
I due reattori in questione erano stati chiusi dopo il disastro di Fukushima per controlli di sicurezza: a seguito del terremoto/tsunami, infatti, il governo giapponese aveva disposto la chiusura di tutti gli impianti del Paese. La decisione di far ripartire i due reattori della centrale di Ohi, viene fatto sapere dal premier giapponese, è una scelta quasi “obbligata”: per riprendere la produzione di energia elettrica, soddisfare la domanda di energia del Giappone e quindi evitare i rischi di blackout. Il timore presentatosi, dunque, era quello di un’insufficienza di energia elettrica quando in estate i consumi aumenteranno per l’aria condizionata.   

Ufficializzata la decisione, i due impianti dovrebbero essere operativi nel giro di tre settimane. Di fatto si tratta della prima riaccensione ufficiale di due impianti dopo la catastrofe di Fukushima e questo, come era prevedibile, ha riacceso la protesta del movimento anti nucleare. Il timore della popolazione giapponese, infatti, è che questa mossa del governo di Tokyo altro non sia che la premessa di una graduale riapertura di volta in volta di tutti gli altri cinquanta reattori presenti sul territorio nipponico e spenti dopo il terremoto/tsunami del 2011.

 

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