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Giovedì, 21 Gennaio 2021

Wisco

Ahmed ShafiqVita breve per il neonato Parlamento egiziano, sciolto ad appena sei mesi circa dalla sua elezione. La Corte Costituzionale egiziana, infatti, ha dichiarato “nullo”, e quindi da rifare, il voto: nel mirino di questa decisione vi è la legge elettorale con la quale il popolo egiziano è stato chiamato alle urne nelle ultime elezioni parlamentari, sulla quale la Corte ha decretato l’incostituzionalità. “La decisione di sciogliere l’intera Assemblea – ha spiegato il presidente della Corte Costituzionale stessa, Farouk Soltan - deriva dal fatto che la legge elettorale è contraria alla Costituzione.
Spetta ora all’esecutivo indire le nuove elezioni per riassegnare tutti i seggi”.Non è questa l’unica decisione importante adottata oggi dalla Corte Costituzionale egiziana.
La seconda disposizione riguarda il ballottaggio delle elezioni presidenziali, che si terrà il prossimo fine settimana: al riguardo, la Corte ha convalidato la candidatura di Ahmed Shafiq, già premier durante l’era Mubarak e sfidante del candidato della Fratellanza, Mohammed Morsi, decretando come “incostituzionale” anche la legge “di isolamento politico” per gli esponenti dell’ex regime di Hosni Mubarak.

La legge in questione, giudicata incostituzionale, impediva per dieci anni l’accesso alle cariche pubbliche agli alti esponenti del regime di Mubarak e ai membri del partito dell’ex presidente. È il caso di Ahmed Shafiq, che  è stato primo ministro durante gli ultimi mesi della presidenza Mubarak (da gennaio 2011 a marzo 2011, quando si è dimesso) e, in quanto esponente del vecchio regime, era stato inizialmente escluso dalla corsa presidenziale.
La duplice decisione presa dalla Corte Costituzionale arriva a soli due giorni dalle presidenziali, le prime del post Mubarack, e in automatico scalda, e non poco, la situazione politica nel Paese. Immediate, infatti,sono state le reazioni e gli scontri verificatisi davanti all’Alta Corte Costituzionale del Cairo subito dopo la sentenza.

 

 

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