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Giovedì, 21 Gennaio 2021

Wisco

Hollande e ObamaQuelle di Francois Hollande durante la campagna elettorale non erano promesse politiche fini a se stesse, confezionate ad hoc solo per “acchiappare il voto” degli elettori. Una a una, infatti, il nuovo presidente francese le sta rispettando tutte.
Dopo il taglio del 30 per cento degli stipendi (provvedimento già varato nel primo consiglio dei ministri e che va a colpire tanto il suo salario, quanto quello del premier e di tutti i ministri), il neo presidente è subito passato all’azione su un altro tema caldo della politica francese: l’impegno militare in Afghanistan.
Per la seconda volta nel giro di poche settimane dalla sua elezione, fedele a quanto sostenuto in campagna elettorale, Hollande è passato dalle parole ai fatti. Piaccia o no al presidente americano Barack Obama, che, almeno in pubblico, per il momento non ha voluto drammatizzare sull’annuncio fatto dall’omologo francese, la Francia ritirerà le sue truppe dall’Afghanistan entro e non oltre la fine dell’anno. “Ho detto al presidente Obama – ha affermato il leader socialista – che ritireremo le truppe per la fine del 2012. Ho assicurato – ha ribadito – che avrà comunque sempre il nostro sostegno, ma in altre forme”. 

Il ritiro delle truppe francesi tra l’altro si farà, perché, ha assicurato Hollande, non è una decisione “negoziabile”. Entro la fine dell’anno, dunque, gli oltre 3.400 soldati francesi impiegati sul territorio afghano faranno rientro a casa: due anni prima della tabella di marcia concordata tra i 28 al vertice di Lisbona. Questo rompe il principio finora rispettato del “si entra insieme, si esce insieme”.
L’ex presidente Nicolas Sarkozy aveva deciso che il ritiro avvenisse a fine 2013. Hollande, invece, ha scelto di accorciare ulteriormente la permanenza delle truppe, raccogliendo così un sentimento diffuso di ostilità popolare nei confronti dell’operazione militare in Afghanistan, nato a seguito del duro colpo subito dall’esercito francese: quello della morte, per mano di guerriglieri talebani, di quattro soldati transalpini nella base afghana di Kapisa. 

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