Quotidiano on line di politica, economia, cultura e informazione



Sabato, 28 Novembre 2020

Wisco

HA RAGIONE SAVIANO. EVIDENZIARE LA DRAMMATICA SITUAZIONE DEL SUD NON È UN PIAGNISTEO

Inviato da il in Uncategorized
  • Dimensione carattere: Maggiore Minore
  • Visite: 3956
  • 0 Commenti
  • Stampa
Ci auguriamo che quella di Renzi sul Mezzogiorno sia solo una battuta. Cosa significa “basta piagnistei”?  Ha ragione Saviano a dirsi addolorato per le parole del premier che, però, siamo convinti, non rispecchiano il suo pensiero.
Se riavvolgiamo il nastro e riandiamo agli avvenimenti degli ultimi giorni non troviamo piagnistei. La SVIMEZ ha pubblicato il suo rapporto annuale dal quale emerge che un’area popolata da un terzo degli italiani è al limite della catastrofe economica e sociale.
Non è un piagnisteo. È una attività di ricerca di alto livello che, ogni anno, fa una fotografia del degrado del Sud. Non è colpa della Svimez se, di anno in anno, la situazione diventa sempre più grave. Anche se c’è sempre qualche soggetto, che, convinto di dire una cosa intelligente, propone di abolire la Svimez invece che combattere le situazioni di degrado che la Svimez denuncia.
Siamo certi che il governo non aveva bisogno di leggere i dati della benemerita associazione presieduta dall’economista Adriano Giannola per sapere quale era la situazione delle regioni meridionali. Però, è altrettanto certo che finora ha fatto ben poco. Proprio pochi giorni prima della pubblicazione dell’inchiesta questo giornale aveva lanciato l’allarme, invocando un patto fra i governatori del Sud, a cominciare da Emiliano e De Luca, proprio per incalzare il governo e scuoterlo da una inattività che non trova alcuna giustificazione né sul piano politico, né su quello economico. 
Ora sembra che qualcosa si muova. Si parla di un piano da ottanta miliardi, di interventi mirati, di un ministero per il Mezzogiorno.
Però, al momento non sono fatti, sono voci. Di certo, c’è solo la convocazione della Direzione del Partito Democratico, una assise che non ha poteri di spesa e può solo produrre un bel documento da mettere agli atti come i tanti approvati nel passato.
È sperabile che, dopo, seguano riunioni di ben altro spessore, con il ministero dell’Economia, con il ministero dello Sviluppo, con le grandi aziende pubbliche, con il ministero delle Infrastrutture, con l’Agenzia per la coesione territoriale.
Il Sud è in crisi strutturale dal 1994, anno in cui è finito l’intervento straordinario, che non era assistenzialismo come si vuole fare credere, ma era solo un mezzo per restituire alle regioni interessate una piccola parte delle risorse di cui venivano depredate con una continuità e con una pervicacia degne di miglior causa.
Renzi è al governo solo da un anno. Non gli si possono imputare colpe di venti anni di abbandono.
Ma è sul Mezzogiorno che si misurerà la sua capacità di governo. anche perché non è un caso se da quando il Mezzogiorno arretra tutta l’Italia è ferma.
Purtroppo, la pseudo cultura leghista che predomina nella politica italiana ha distorto la realtà. Gli incentivi al Sud erano un fattore unificante di politica economica, in quanto ne beneficiavano, da un lato le popolazioni meridionali, dall’altro le aziende del Nord che operavano nel Mezzogiorno. Il risultato era che veniva finanziato lo sviluppo dell’intera economia nazionale, consentendo al Paese di tenere il passo con l’Europa. 
Gli apprendisti stregoni che hanno imposto la fine della politica di incentivazione sono i responsabili della crisi strutturale dell’Italia, crisi che, impropriamente, viene attribuita all’euro che, anzi, avrebbe potuto essere un potente fattore di sviluppo.
Ora, bisogna invertire la rotta e rimettere il Mezzogiorno al centro della politica economica nazionale.
Renzi può prendere come modello la Germania. In dieci anni i tedeschi  hanno risolto il problema del sottosviluppo dell’Est, utilizzando anche quella fiscalità di vantaggio che è stata invece negata, dal governo italiano prima ancora che dall’Unione europea, alle regioni meridionali. Può chiedere consiglio a Scheauble che, non a caso, quando è stato accusato dai nostri politici di mancanza di solidarietà,  ha risposto proprio invitando i suoi detrattori a risolvere il problema del nostro Mezzogiorno. 
Anche perché Scheauble gli spiegherebbe che la Germania ha affrontato con decisione il problema delle regioni dell’Est non per spirito assistenziale o per filantropia verso i fratelli separati sottratti al regime comunista, ma per poter utilizzare i programmi  in favore dell’Est per rilanciare l’economia di tutta la Germania.
Renzi ha la fortuna di avere le Lega come uno dei principali oppositori. Vuole capitalizzare questa opportunità  e rilanciare, facendo leva sui programmi di sviluppo del Mezzogiorno, l’economia del Paese oggi aggrappata ai decimali di crescita?
Anche perché, se la situazione continua a degradarsi, nel Sud non ci saranno piagnistei. Ci saranno problemi sociali molto più gravi di quanto si possa immaginare che potrebbero sfociare in vere e proprie rivolte di piazza che nessuno si augura ma che sarebbe bene prevenire.
 
 
0

Commenti

  • Nessun commento ancora fatto. Sii il primo a inserire un commento

Lascia il tuo commento

Ospite Sabato, 28 Novembre 2020

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie vai alla sezione To find out more about the cookies we use and how to delete them, see our privacy policy.

I accept cookies from this site.

EU Cookie Directive Module Information