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Lunedì, 29 Agosto 2016
LEGGE ELETTORALE, FORMISANO (MODERATI): CITTADINI SCELGANO ELETTI

LEGGE ELETTORALE, FORMISANO (MODERATI): CITTADINI SCELGANO ELETTI

“La proposta della minoranza Pd di modificare la legge elettorale può servire, in qualche modo,...

DE BENEDETTI APRE IL PROCESSO ALLA GLOBALIZZAZIONE. MA LE CONSEGUENZE SONO STATE MOLTO PIÙ GRAVI DI QUANTO DENUNCIATO DALL’EDITORE DI REPUBBLICA

DE BENEDETTI APRE IL PROCESSO ALLA GLOBALIZZAZIONE. MA LE CONSEGUENZE SONO STATE MOLTO PIÙ GRAVI DI QUANTO DENUNCIATO DALL’EDITORE DI REPUBBLICA

L'intervista di Carlo De Benedetti al Corriere della Sera del 9 luglio scorso è stata ignorata...

BANCHE E RISPARMIATORI. È URGENTE RIFORMARE IL BAIL-IN. LA MERKEL SI OPPONE. MA IL CASO DEUTSCHE BANK LE FARÀ CAMBIARE IDEA

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La grande stampa ha presentato lo scudo approvato dalla Commissione europea come la soluzione...

CRISI  ECONOMICA IN BRASILE. OMBRE SULLE OLIMPIADI.

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Gli ultimi giorni hanno visto un nuovo capitolo della crisi brasiliana con la dichiarazione di...

NELLO FORMISANO (MODERATI CENTROSINISTRA) RILANCIA LA STAFFETTA GENERAZIONALE E I PREPENSIONAMENTI DEI DIPENDENTI PUBBLICI E PRIVATI

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“I buoni risultati che si stanno registrando sul fronte occupazionale ci confermano che avevamo...

MARIO DRAGHI LANCIA L’ALLARME SULLA DISOCCUPAZIONE GIOVANILE. MA LE MISURE DEL GOVERNO SONO INEFFICACI E LACUNOSE

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L'ultimo allarme lo ha lanciato Mario Draghi. La generazione meglio istruita di sempre rischia...

  • LEGGE ELETTORALE, FORMISANO (MODERATI): CITTADINI SCELGANO ELETTI

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  • DE BENEDETTI APRE IL PROCESSO ALLA GLOBALIZZAZIONE. MA LE CONSEGUENZE SONO STATE MOLTO PIÙ GRAVI DI QUANTO DENUNCIATO DALL’EDITORE DI REPUBBLICA

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  • BANCHE E RISPARMIATORI. È URGENTE RIFORMARE IL BAIL-IN. LA MERKEL SI OPPONE. MA IL CASO DEUTSCHE BANK LE FARÀ CAMBIARE IDEA

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  • BREXIT È UN’OCCASIONE PER RILANCIARE LA COSTRUZIONE EUROPEA. RENZI AVANZI UNA PROPOSTA PER UN’UNIONE PIÙ DEMOCRATICA E PIÙ VICINA AI CITTADINI CHE TORNI AD ESSERE MOTORE DELLO SVILUPPO ECONOMICO

    BREXIT È UN’OCCASIONE PER RILANCIARE LA COSTRUZIONE EUROPEA. RENZI AVANZI UNA PROPOSTA PER...

  • CRISI  ECONOMICA IN BRASILE. OMBRE SULLE OLIMPIADI.

    CRISI ECONOMICA IN BRASILE. OMBRE SULLE OLIMPIADI.

  • IL GOVERNO CONCENTRI L’AZIONE SUI PROBLEMI REALI DEL PAESE, OCCUPAZIONE E SVILUPPO ECONOMICO. SUPERARE L’ITALICUM IN SINTONIA CON LA TRADIZIONE PLURALE DELLA DEMOCRAZIA ITALIANA

    IL GOVERNO CONCENTRI L’AZIONE SUI PROBLEMI REALI DEL PAESE, OCCUPAZIONE E SVILUPPO ECONOMICO....

  • NELLO FORMISANO (MODERATI CENTROSINISTRA) RILANCIA LA STAFFETTA GENERAZIONALE E I PREPENSIONAMENTI DEI DIPENDENTI PUBBLICI E PRIVATI

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  • MARIO DRAGHI LANCIA L’ALLARME SULLA DISOCCUPAZIONE GIOVANILE. MA LE MISURE DEL GOVERNO SONO INEFFICACI E LACUNOSE

    MARIO DRAGHI LANCIA L’ALLARME SULLA DISOCCUPAZIONE GIOVANILE. MA LE MISURE DEL GOVERNO SONO...

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EDITORIALI

GIORGIO BENVENUTO: AL GOVERNO SI CHIEDE UNA SVOLTA CORAGGIOSA, REALISTICA, INNOVATIVA NELLA POLITICA FISCALE

giorgio benvenuto

Giorgio Benvenuto

Matteo Renzi, ancora una volta si dimostra uno scaltro e abile comunicatore, con molte marce in più rispetto ai suoi avversari politici esterni ed interni.
Con la trovata shock dei 50 miliardi di tasse in meno in cinque anni, pari a tre punti di PIL, ha sbaragliato il campo. Gli interlocutori del centrodestra invece di sottolineare criticamente la genericità delle coperture alla manovra si sono abbandonati solo a recriminare la loro primogenitura.
La sinistra, invece, è caduta nella trappola; non si libera dall’etichetta di “partito delle tasse”; non riesce a dimenticare Padoa Schioppa (il Ministro dell’Economia che nell’ultimo Governo Prodi aveva affermato entusiasta che le “tasse sono bellissime”); si conferma come il partito assetato di gettito fiscale.
"È un patto con gli italiani. Abbiamo sempre detto che finalmente dopo tanti anni di immobilismo si può”. Lo dice il presidente del Consiglio Matteo Renzi al Tg2.

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IL LAVORO, PRIORITÀ ASSOLUTA NELLA COSTITUZIONE E NELLA DOTTRINA SOCIALE DELLA CHIESA. MA LA POLITICA CINCISCHIA

 Giorgio Benvenuto

di Giorgio Benvenuto 

L’articolo 1 della Costituzione conserva intatta tutta la sua forza. Diceva Hannah Arendt: “Non c’è niente di peggio di una società fondata sul lavoro ma senza lavoro”. Il tema del lavoro negli anni del dopoguerra è stato centrale nella vita del Paese. Lo disse Riccardo Lombardi in un intervento all’Assemblea Costituente: “Non c’è nessun altro problema in questo momento, compreso quello dei salari, che sia così essenziale come quello della disoccupazione… Ora il problema dei disoccupati non si può affrontare con i metodi dell’ordinaria amministrazione, voglio dire con il metodo degli espedienti anche costosi, con il quale è stato affrontato fino ad oggi. Non può questo problema, che è anche morale oltre che politico, avere la stessa natura, lo stesso rilievo di tutti gli altri… Si sacrifichi qualunque altra cosa, si sacrifichino anche dei principi, ma il problema della disoccupazione deve essere risolto”.

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MARCHIONNE INTRODUCE LA PARTECIPAZIONE AGLI UTILI. I SINDACATI RINNOVINO LE POLITICHE RIVENDICATIVE

 Giorgio Benvenuto

di Giorgio Benvenuto

All’Hotel Sofitel Legend Le Grand Amsterdam si è tenuta la prima assemblea della FCA; vi hanno partecipato dieci azionisti. Gli interventi in italiano sono stati ammessi, ha detto il Presidente John Elkan, solo in via eccezionale, visto che per la FIAT è la prima riunione fuori dall’Italia. Elkan ha anche sottolineato che con la nascita della FCA “tutto è cambiato per sempre”.

I soci hanno impiegato meno di due ore per approvare tutti i punti all’ordine del giorno, dai conti 2014 al rinnovo del consiglio. Exor – la holding quotata dalla famiglia Agnelli – controlla FCA con il 29,19% del capitale FCA e il 44,31% dei diritti di voto; grazie al meccanismo delle deleghe era presente il 59% delle azioni ordinarie e il 68,5% circa dei diritti di voto. I soci di minoranza della Fiat Chrysler hanno bocciato la politica di remunerazione del gruppo e in particolare il superpremio assegnato a Sergio Marchionne. La votazione sui “premi per gli amministratori esecutivi” è stata infatti approvata con circa 919 milioni di voti a favore, pari all’80% circa dei diritti di voto, contro 226 milioni di voti contrari; poiché Exor controlla circa 743 milioni di voti, il numero dei favorevoli tra i soci di minoranza è pari a 176 milioni. A fine 2014 il Consiglio di Amministrazione aveva assegnato a Marchionne premi straordinari per un valore complessivo di 60 milioni di euro, parte dei quali incassabili a fine mandato.

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IL RIFORMISMO È ANCORA ATTUALE – IDEE PER UN SINDACATO NUOVO, ATTIVO, REATTIVO

Giorgio Benvenuto

di Giorgio Benvenuto

Per Bruno Buozzi il riformismo non è il “metodo”, non è il rifugio nel “quotidiano” ma è la consapevolezza di essere, sempre, nell’azione sindacale e in quella politica, ancorati ad una visione strategica.
Due esempi fra i più noti possono essere illuminanti. Il primo: Buozzi, Segretario Generale della FIOM visse i giorni drammatici della occupazione delle fabbriche, ma ad essi, senza piegarsi alle tesi massimaliste, cercò di dare un duplice sbocco positivo: uno sbocco “democratico” sul piano politico, uno sbocco “concreto” sul piano sociale con il miglioramento delle condizioni generali e retributive dei lavoratori.
Il secondo: il riformismo per Buozzi non è una politica grigia per i tempi della transizione. Tra lo scetticismo generale e senza nessun aiuto, Buozzi fa vivere e poi rivivere a Parigi la Confederazione Generale del Lavoro, di cui è divenuto Segretario Generale, quando il fascismo sta vibrando in Italia gli ultimi, decisivi colpi alla democrazia politica e alle libertà sindacali e civili.
Buozzi, insomma, dimostra che anche un riformista può affrontare con coraggio battaglie ideali mai “perdenti”; che “perdenti” non sono state poi, se è vero come è vero, che gli ideali del riformismo rimasero radicati nel cuore di tanti lavoratori prima nella resistenza al fascismo e poi nella ricostruzione del sindacato unitario.

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FATTI E COMMENTI

RISANAMENTO IDROGEOLOGICO DEL SUD. RICADUTE AMBIENTALI ED ECONOMICHE

I recenti eventi meteorologici che hanno interessato il Sud Italia hanno nuovamente riportato l’attenzione sulla fragilità del sistema idrogeologico. Il Mezzogiorno, in particolare, si presenta come la zona a più altro rischio di disastri naturali, anche a causa della incuria nella tutela del suolo che si è protratta per diversi decenni. L’alluvione di Benevento, le frane a Messina, che hanno interrotto l’acquedotto cittadino lasciando la città senza acqua per sette giorni, e gli altri eventi che hanno caratterizzato questo primo mese di autunno dovrebbero avere ulteriormente posto l’attenzione sulle necessità di una maggiore politica di investimenti per il Meridione. In particolare, numerosi economisti hanno sottolineato che un serio progetto di riqualificazione del suolo consentirebbe da una parte di risolvere il problema ambientale, dall’altra di immettere finalmente risorse nel sistema economico, ottenendo quindi un ulteriore beneficio.
C’è un precedente storico famoso. Nell’America del new deal, tra i principali progetti di lavori pubblici, vi fu la riqualificazione della valle del Tennessee, che consentì di risollevare l’economia di una ampia fascia degli Stati Uniti che, in precedenza, era tra le più disagiate. Oggi si deve, nei limiti del possibile, riuscire a realizzare un progetto simile. Il governo Renzi, dopo anni di abbandono del Mezzogiorno da parte degli Esecutivi di centrodestra dominati dal pensiero leghista, sta finalmente cominciando a fare ripartire i cantieri nel Sud. Questo è di sicuro un buon inizio ma non basta, non può bastare. L’attenzione per il Meridione deve aumentare, e sarebbe un bene per tutta l’Italia che sicuramente si gioverebbe della rinascita della economia meridionale.                                                                                    (attilio nardi)

 
OPINIONI DEBOLI A SOSTEGNO DEL DISEGNO DI LEGGE DI RIFORMA COSTITUZIONALE

La pagina delle opinioni del Corriere della Sera diventa sempre più spesso una palestra di opinioni deboli.
Quanto più i temi sono delicati tanto più le argomentazioni esposte sono evanescenti. Qualche giorno fa’ è stato pubblicato un articolo sulla riforma costituzionale. Articolo palesemente orientato in senso favorevole al disegno di legge Boschi.
Nulla quaestio, ovviamente sui convincimenti dell'autore. Lasciano perplessi, però, le argomentazioni esposte sulle garanzie di democraticità della riforma che sarebbero, essenzialmente, due.
Primo punto: ci sono le elezioni ogni cinque anni. Argomento non molto incisivo, considerato che, solo per fare alcuni esempi, ci sono elezioni anche nella Russia di Putin, e in Cina, così come c'erano nella Cina di Mao, nella Cuba di Castro e nell’Italia del regime fascista.
Seconda argomentazione: ci sono il Presidente della Repubblica, la Corte Costituzionale, la Banca d’Italia, la BCE, l’Europa. Ci sono gli intellettuali, la cultura, l’opinione pubblica, la piazza.
Lasciamo da parte gli intellettuali e la cultura che, come l'esperienza insegna, sono molto spesso al servizio del vincitore e la piazza che, in democrazia, è opportuno non diventi un fattore determinante,
Rimangono le Istituzioni di garanzia che, pur con qualche approssimazione, sono alcune di quelle indicate dall'autore.
Ma il problema, che l'opinione non approfondisce, è proprio che, secondo i critici, senza garanzie di carattere costituzionale e senza una legge elettorale idonea, il vincitore delle elezioni potrebbe condizionare in modo decisivo anche le elezioni delle Istituzioni poste dalla Costituzione a tutela del rispetto delle regole democratiche. Per le quali, secondo questa tesi, si dovrebbero fissare norme che ne impongano l'elezione da parte di una platea più ampia di una transeunte maggioranza parlamentare.
E' una tesi, ovviamente, che può essere discutibile e contestabile.
Che, però, ha una sua dignità logica, che va contrastata con tesi altrettanto sostenibili sul piano della logica e della coerenza argomentativa.
Ma dire che esistono anche il Presidente della Repubblica e la Corte Costituzionale non aggiunge alcun elemento utile per approfondire la questione.
Dal più diffuso quotidiano italiano ci si può attendere un contributo più attento a un dibattito su una riforma che condizionerà la vita del nostro Paese per i prossimi venti anni.
(andrea daniro)

 

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