Moderati e Riformisti

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Lunedì, 25 Maggio 2015
LA LOMBARDIA IMPUGNA LA RIFORMA DELLE BANCHE POPOLARI. LA CONSULTA SI PRONUCERÀ IN TEMPI BREVI

LA LOMBARDIA IMPUGNA LA RIFORMA DELLE BANCHE POPOLARI. LA CONSULTA SI PRONUCERÀ IN TEMPI BREVI

La Giunta regionale della Lombardia ha deciso di impugnare davanti alla Consulta la riforma...

PENSIONI, RISPETTARE LA SENTENZA DELLA CONSULTA. I PENSIONATI NON ACCETTERANNO COMPROMESSI

PENSIONI, RISPETTARE LA SENTENZA DELLA CONSULTA. I PENSIONATI NON ACCETTERANNO COMPROMESSI

La sentenza della Consulta sulla perequazione delle pensioni ha scatenato una gara fra...

PRIMARIE, PROPOSTA DI LEGGE DI NELLO FORMISANO (ITALIA DEI VALORI)

PRIMARIE, PROPOSTA DI LEGGE DI NELLO FORMISANO (ITALIA DEI VALORI)

Con l’approvazione dell’ITALICUM regolamentare le primarie diventa ancora più urgente. Con la...

SCUOLE IN SCIOPERO CONTRO LA RIFORMA. VALORIZZARE LA FUNZIONE DOCENTE

SCUOLE IN SCIOPERO CONTRO LA RIFORMA. VALORIZZARE LA FUNZIONE DOCENTE

Lo sciopero del 5 maggio trova solidali tutti i sindacati della scuola, per la prima volta da...

OCCUPAZIONE, DATI DRAMMATICI. PAPA BERGOGLIO: SERVONO CORAGGIO, CREATIVITÀ E RESPONSABILITÀ

OCCUPAZIONE, DATI DRAMMATICI. PAPA BERGOGLIO: SERVONO CORAGGIO, CREATIVITÀ E RESPONSABILITÀ

La festa del primo Maggio è stata l’occasione di analisi e previsioni sul problema del lavoro che...

FITTO CONTESTA BERLUSCONI. FORZA ITALIA AL CAPOLINEA.

FITTO CONTESTA BERLUSCONI. FORZA ITALIA AL CAPOLINEA.

La contestazione aperta di Raffaele Fitto è solo l’ultimo episodio della crisi di Forza Italia....

BENE LA LEGGE ANTICORRUZIONE. MA È NECESSARIA UNA LOTTA A TUTTO CAMPO PER STRONCARE IL FENOMENO.

BENE LA LEGGE ANTICORRUZIONE. MA È NECESSARIA UNA LOTTA A TUTTO CAMPO PER STRONCARE IL FENOMENO.

Le inchieste che hanno colpito il mondo politico ed imprenditoriale nelle ultime settimane hanno...

  • LA LOMBARDIA IMPUGNA LA RIFORMA DELLE BANCHE POPOLARI. LA CONSULTA SI PRONUCERÀ IN TEMPI BREVI

    LA LOMBARDIA IMPUGNA LA RIFORMA DELLE BANCHE POPOLARI. LA CONSULTA SI PRONUCERÀ IN TEMPI BREVI

  • PENSIONI, RISPETTARE LA SENTENZA DELLA CONSULTA. I PENSIONATI NON ACCETTERANNO COMPROMESSI

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  • PRIMARIE, PROPOSTA DI LEGGE DI NELLO FORMISANO (ITALIA DEI VALORI)

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  • SCUOLE IN SCIOPERO CONTRO LA RIFORMA. VALORIZZARE LA FUNZIONE DOCENTE

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  • OCCUPAZIONE, DATI DRAMMATICI. PAPA BERGOGLIO: SERVONO CORAGGIO, CREATIVITÀ E RESPONSABILITÀ

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  • FITTO CONTESTA BERLUSCONI. FORZA ITALIA AL CAPOLINEA.

    FITTO CONTESTA BERLUSCONI. FORZA ITALIA AL CAPOLINEA.

  • BENE LA LEGGE ANTICORRUZIONE. MA È NECESSARIA UNA LOTTA A TUTTO CAMPO PER STRONCARE IL FENOMENO.

    BENE LA LEGGE ANTICORRUZIONE. MA È NECESSARIA UNA LOTTA A TUTTO CAMPO PER STRONCARE IL FENOMENO.

EDITORIALI

IL LAVORO, PRIORITÀ ASSOLUTA NELLA COSTITUZIONE E NELLA DOTTRINA SOCIALE DELLA CHIESA. MA LA POLITICA CINCISCHIA

 Giorgio Benvenuto

 
di Giorgio Benvenuto
 
L’articolo 1 della Costituzione conserva intatta tutta la sua forza. Diceva Hannah Arendt: “Non c’è niente di peggio di una società fondata sul lavoro ma senza lavoro”. Il tema del lavoro negli anni del dopoguerra è stato centrale nella vita del Paese. Lo disse Riccardo Lombardi in un intervento all’Assemblea Costituente: “Non c’è nessun altro problema in questo momento, compreso quello dei salari, che sia così essenziale come quello della disoccupazione… Ora il problema dei disoccupati non si può affrontare con i metodi dell’ordinaria amministrazione, voglio dire con il metodo degli espedienti anche costosi, con il quale è stato affrontato fino ad oggi. Non può questo problema, che è anche morale oltre che politico, avere la stessa natura, lo stesso rilievo di tutti gli altri… Si sacrifichi qualunque altra cosa, si sacrifichino anche dei principi, ma il problema della disoccupazione deve essere risolto”.
La nostra Costituzione dà molto spazio al lavoro. Di più di quello previsto per la famiglia.
 
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MARCHIONNE INTRODUCE LA PARTECIPAZIONE AGLI UTILI. I SINDACATI RINNOVINO LE POLITICHE RIVENDICATIVE

 Giorgio Benvenuto

di Giorgio Benvenuto

All’Hotel Sofitel Legend Le Grand Amsterdam si è tenuta la prima assemblea della FCA; vi hanno partecipato dieci azionisti. Gli interventi in italiano sono stati ammessi, ha detto il Presidente John Elkan, solo in via eccezionale, visto che per la FIAT è la prima riunione fuori dall’Italia. Elkan ha anche sottolineato che con la nascita della FCA “tutto è cambiato per sempre”.

I soci hanno impiegato meno di due ore per approvare tutti i punti all’ordine del giorno, dai conti 2014 al rinnovo del consiglio. Exor – la holding quotata dalla famiglia Agnelli – controlla FCA con il 29,19% del capitale FCA e il 44,31% dei diritti di voto; grazie al meccanismo delle deleghe era presente il 59% delle azioni ordinarie e il 68,5% circa dei diritti di voto. I soci di minoranza della Fiat Chrysler hanno bocciato la politica di remunerazione del gruppo e in particolare il superpremio assegnato a Sergio Marchionne. La votazione sui “premi per gli amministratori esecutivi” è stata infatti approvata con circa 919 milioni di voti a favore, pari all’80% circa dei diritti di voto, contro 226 milioni di voti contrari; poiché Exor controlla circa 743 milioni di voti, il numero dei favorevoli tra i soci di minoranza è pari a 176 milioni. A fine 2014 il Consiglio di Amministrazione aveva assegnato a Marchionne premi straordinari per un valore complessivo di 60 milioni di euro, parte dei quali incassabili a fine mandato.

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IL RIFORMISMO È ANCORA ATTUALE – IDEE PER UN SINDACATO NUOVO, ATTIVO, REATTIVO

Giorgio Benvenuto

di Giorgio Benvenuto

Per Bruno Buozzi il riformismo non è il “metodo”, non è il rifugio nel “quotidiano” ma è la consapevolezza di essere, sempre, nell’azione sindacale e in quella politica, ancorati ad una visione strategica.
Due esempi fra i più noti possono essere illuminanti. Il primo: Buozzi, Segretario Generale della FIOM visse i giorni drammatici della occupazione delle fabbriche, ma ad essi, senza piegarsi alle tesi massimaliste, cercò di dare un duplice sbocco positivo: uno sbocco “democratico” sul piano politico, uno sbocco “concreto” sul piano sociale con il miglioramento delle condizioni generali e retributive dei lavoratori.
Il secondo: il riformismo per Buozzi non è una politica grigia per i tempi della transizione. Tra lo scetticismo generale e senza nessun aiuto, Buozzi fa vivere e poi rivivere a Parigi la Confederazione Generale del Lavoro, di cui è divenuto Segretario Generale, quando il fascismo sta vibrando in Italia gli ultimi, decisivi colpi alla democrazia politica e alle libertà sindacali e civili.
Buozzi, insomma, dimostra che anche un riformista può affrontare con coraggio battaglie ideali mai “perdenti”; che “perdenti” non sono state poi, se è vero come è vero, che gli ideali del riformismo rimasero radicati nel cuore di tanti lavoratori prima nella resistenza al fascismo e poi nella ricostruzione del sindacato unitario.

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CONCERTAZIONE E APERTURA AL CONFRONTO PER IL LAVORO E PER LO SVILUPPO IN EUROPA E IN ITALIA

giorgio benvenuto

di Giorgio Benvenuto

È sempre più impervia la strada per uscire dalla crisi. Facciamo fatica. L’Italia non riesce a realizzare il cambio di passo.
L’Europa deve essere diversa. Le soluzioni “uscire dall’Euro” o “la creazione di due eurozone” sono velleitarie ed incongrue. La realizzazione dell’Europa deve andare avanti. Deve essere raggiunta una maggiore e migliore omogeneizzazione delle politiche sociali, energetiche, fiscali. Le differenze tra i sistemi fiscali, istituzionali, sociali, stanno portando al nomadismo delle imprese alla ricerca delle situazioni più vantaggiose negli Stati dell’Unione (un esempio clamoroso è il caso della Fiat).
Occorre far prevalere la cultura della solidarietà e della coesione. L’Italia deve superare ed archiviare i luoghi comuni che hanno prevalso negli ultimi anni:”lo vuole l’Europa”, “bisogna battere i pugni sul tavolo”, “occorre più Europa”.
Vanno create le condizioni dello sviluppo e va definito un progetto affinché l’Unione sia migliorata, sia coesa, sia capace di superare una fase ormai troppo lunga di ristagno e di austerità.

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FATTI E COMMENTI

GRILLO SUPER-ONCOLOGO CONTESTA UMBERTO VERONESI. IL LEADER DEI CINQUE STELLE SUPERA SE STESSO

Grillo che lancia accuse contro Umberto Veronesi è il simbolo dell'impazzimento della politica e della comunicazione in Italia. Tra l’altro, si tratta di accuse specifiche che riguardano i protocolli che segue il Professore nella cura dei tumori. E che, se fossero vere, integrerebbero probabilmente ipotesi di reato.
Eppure, tranne la replica della ministra della sanità Beatrice Lorenzin per dovere di ufficio, non c'è stata nessuna risposta tranchant. Nessuno ha osato scrivere che Grillo non ha nessun titolo per esprimere valutazioni su Veronesi e sui suoi metodi di cura e, cosa ancora più grave, nessuno ha avuto il coraggio di ignorare le dichiarazioni di Grillo.
Anzi, i giornali sono pieni di titoli a caratteri cubitali su queste dichiarazioni. E senza alcun commento critico, senza alcuna nota che faccia capire al lettore l’assurdità del fatto.In pratica, nei mass media la regola più importante è sempre la stessa, chi la spara più grossa vince.
E, quindi, Grillo che contesta Veronesi e parla delle mammografie fa notizia e merita ampio spazio. Magari, di più di quanto possa essere concesso allo stesso Veronesi per il quale le mammografie sono routine. E la routine non merita titoli a nove colonne.
È la ricerca del sensazionale a tutti i costi, la comunicazione a rovescio che è uno dei mali più gravi della società italiana.                                                             (andrea daniro) 

 

 

 

RAFFAELE CANTONE HA RAGIONE. È IMPROCRASTINALE UNA GENERALE ROTAZIONE DI TUTTI I DIRIGENTI PUBBLICI.
Il Presidente dell’Autorità anticorruzione, Raffaele Cantone, probabilmente, è l’uomo giusto per avviare a soluzione alcuni dei problemi incancreniti del nostro Paese.
Non solo per le sue capacità di procuratore o per il rigore con cui ha avviato l’attività del nuovo Ente che è stato chiamato a dirigere, ma perché propone soluzioni semplici per problemi complessi. 
L’ultimo suggerimento di Cantone, per combattere la corruzione, è di una semplicità disarmante. Far ruotare i dirigenti per impedire che si formino, all'interno della Pubblica Amministrazione, centri di potere privati.
Una soluzione banale ma sicuramente di grande efficacia se applicata con metodo e determinazione.
Il caso di Ercole Incalza è il classico esempio di una incrostazione di potere. Al di là degli esiti dell’inchiesta penale appare evidente che Incalza non doveva rimanere trenta anni ai vertici dei Ministeri dei Lavori pubblici e dei Trasporti. E che questa situazione ha creato un potere incontrollato da cui è derivata anche la tentazione di utilizzare quel potere a fini personali.
Renzi ha iniziato la sua ascesa rottamando i vertici del Partito Democratico. Sarebbe il caso che ripetesse l’operazione nell’alta burocrazia, facendo ruotare tutti i grand commis dello Stato senza eccezioni  e mandando a casa tutti quelli che siano prossimi alla pensione. 
Oltre tutto, considerato il livello attuale, è difficile ipotizzare che l’efficienza della Pubblica Amministrazione possa far  registrare un ulteriore peggioramento.