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Giovedì, 5 Marzo 2015
RIFORMA PATRONATO: A RISCHIO 16 SIGLE SU 27 E PERDITA DI QUATTROMILA POSTI DI LAVORO

RIFORMA PATRONATO: A RISCHIO 16 SIGLE SU 27 E PERDITA DI QUATTROMILA POSTI DI LAVORO

Rippa (Fenalca): "Il Governo a chi vuole far pagare il pedaggio? A rischio le libertà...

NELLO FORMISANO RILANCIA LA STAFFETTA GENERAZIONALE E LA PARTECIPAZIONE DEI LAVORATORI ALLA GESTIONE DELLE IMPRESE.

NELLO FORMISANO RILANCIA LA STAFFETTA GENERAZIONALE E LA PARTECIPAZIONE DEI LAVORATORI ALLA GESTIONE DELLE IMPRESE.

Pubblichiamo di seguito, gli emendamenti presentati dall’on. Nello Formisano, portavoce...

UNA LEGGE DI STABILITÀ ESPANSIVA. MA BISOGNA FARE DI PIÙ PER OCCUPAZIONE E CRESCITA

UNA LEGGE DI STABILITÀ ESPANSIVA. MA BISOGNA FARE DI PIÙ PER OCCUPAZIONE E CRESCITA

La legge di Stabilità è stata approvata ma il testo non è ancora disponibile. Tuttavia, qualche...

PREPENSIONAMENTI E STAFFETTA GENERAZIONALE PER RILANCIARE I CONSUMI E COMBATTERE LA STAGNAZIONE

PREPENSIONAMENTI E STAFFETTA GENERAZIONALE PER RILANCIARE I CONSUMI E COMBATTERE LA STAGNAZIONE

Le crescenti critiche che investono il governo anche da ambienti non pregiudizialmente contrari a...

CONCERTAZIONE E APERTURA AL CONFRONTO PER IL LAVORO E PER LO SVILUPPO IN EUROPA E IN ITALIA

CONCERTAZIONE E APERTURA AL CONFRONTO PER IL LAVORO E PER LO SVILUPPO IN EUROPA E IN ITALIA

di Giorgio Benvenuto È sempre più impervia la strada per uscire dalla crisi. Facciamo fatica....

  • RIFORMA PATRONATO: A RISCHIO 16 SIGLE SU 27 E PERDITA DI QUATTROMILA POSTI DI LAVORO

    RIFORMA PATRONATO: A RISCHIO 16 SIGLE SU 27 E PERDITA DI QUATTROMILA POSTI DI LAVORO

  • NELLO FORMISANO RILANCIA LA STAFFETTA GENERAZIONALE E LA PARTECIPAZIONE DEI LAVORATORI ALLA GESTIONE DELLE IMPRESE.

    NELLO FORMISANO RILANCIA LA STAFFETTA GENERAZIONALE E LA PARTECIPAZIONE DEI LAVORATORI ALLA...

  • UNA LEGGE DI STABILITÀ ESPANSIVA. MA BISOGNA FARE DI PIÙ PER OCCUPAZIONE E CRESCITA

    UNA LEGGE DI STABILITÀ ESPANSIVA. MA BISOGNA FARE DI PIÙ PER OCCUPAZIONE E CRESCITA

  • PREPENSIONAMENTI E STAFFETTA GENERAZIONALE PER RILANCIARE I CONSUMI E COMBATTERE LA STAGNAZIONE

    PREPENSIONAMENTI E STAFFETTA GENERAZIONALE PER RILANCIARE I CONSUMI E COMBATTERE LA STAGNAZIONE

  • CONCERTAZIONE E APERTURA AL CONFRONTO PER IL LAVORO E PER LO SVILUPPO IN EUROPA E IN ITALIA

    CONCERTAZIONE E APERTURA AL CONFRONTO PER IL LAVORO E PER LO SVILUPPO IN EUROPA E IN ITALIA

EDITORIALI

CONCERTAZIONE E APERTURA AL CONFRONTO PER IL LAVORO E PER LO SVILUPPO IN EUROPA E IN ITALIA

giorgio benvenuto

di Giorgio Benvenuto

È sempre più impervia la strada per uscire dalla crisi. Facciamo fatica. L’Italia non riesce a realizzare il cambio di passo.
L’Europa deve essere diversa. Le soluzioni “uscire dall’Euro” o “la creazione di due eurozone” sono velleitarie ed incongrue. La realizzazione dell’Europa deve andare avanti. Deve essere raggiunta una maggiore e migliore omogeneizzazione delle politiche sociali, energetiche, fiscali. Le differenze tra i sistemi fiscali, istituzionali, sociali, stanno portando al nomadismo delle imprese alla ricerca delle situazioni più vantaggiose negli Stati dell’Unione (un esempio clamoroso è il caso della Fiat).
Occorre far prevalere la cultura della solidarietà e della coesione. L’Italia deve superare ed archiviare i luoghi comuni che hanno prevalso negli ultimi anni:”lo vuole l’Europa”, “bisogna battere i pugni sul tavolo”, “occorre più Europa”.
Vanno create le condizioni dello sviluppo e va definito un progetto affinché l’Unione sia migliorata, sia coesa, sia capace di superare una fase ormai troppo lunga di ristagno e di austerità.

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BENE I PRIMI PASSI DEL GOVERNO. NECESSARI PIÙ COINVOLGIMENTO E PIÙ EQUITÀ

Giorgio Benvenuto

di Giorgio Benvenuto

Il Presidente del Consiglio Matteo Renzi sta modificando profonda-mente il modo di governare il nostro paese. Spariglia le carte. Le proposte si rincorrono le une dopo le altre. La sfida è lanciata per smuovere il paese dalla apatia, dalla rassegnazione, dall' immobilismo. Per anni siamo stati abituati a governi che di fatto spiegavano perché non era possibile cambiare; per anni siamo stati chiamati a sostenere sacrifici sempre più pesanti; per anni sono state promesse riforme che non hanno mai visto la luce; per anni si è parlato senza costrutto di equità, di lavoro, di sviluppo. Ora Renzi si propone per farci uscire da questa palude.  Lancia la sfida del cambia-mento. Ha chiara l’insofferenza degli italiani per la politica. Indica con efficacia i punti di crisi. Annuncia con coraggio le soluzioni indicando i tempi del cambiamento. Rivoluziona la comunicazione. Colpisce l’immaginazione. Stupisce. Vuole una rivoluzione in un rapporto diretto con i cittadini. Al pessimismo cosmico del centro-sinistra e dei governi dei tecnici contrappone un’energia quasi frenetica nel fare, nel superare gli steccati, con una tecnica comunicativa che richiama e perfeziona quella di Berlusconi all’inizio della sua avventura politica (portare le pensioni minime ad un milione di lire e realizzare un milione di nuovi posti di lavoro).

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CONTRO LA CRISI SERVE UN RIFORMISMO AL SERVIZIO DELLA CRESCITA E DELL’OCCUPAZIONE

Giorgio Benvenuto

di Giorgio Benvenuto  

Il 14 febbraio 1984 il governo presieduto dal segretario del Psi, Bettino Craxi, varò un decreto che portò al taglio di quattro punti di contingenza. L’obiettivo era quello di riportare sotto controllo un’inflazione che in Italia aveva raggiunto livelli quasi sudamericani, sfondando, qualche anno prima, addirittura la soglia psicologica (ma anche economica) del venti per cento. Quel decreto scatenò una vera e propria guerra a sinistra. Da un lato i socialisti al governo, dall’altro i comunisti all’opposizione. In mezzo, il sindacato, la Uil, la Cisl ma, soprattutto, la Cgil che più degli altri si ritrovava nell'occhio del ciclone per la posizione inflessibile assunta dal segretario generale del Pci, Enrico Berlinguer.  Al di là delle polemiche, quel decreto fu invece lo strumento attuativo di un accordo sindacale a cui una parte (l’ala comunista della Cgil) non aderì. Ma è incontestabile che il provvedimento sia stato il prodotto di un negoziato lungo, complesso, difficile, che ha determinato una divisione con indubbie conseguenze sull'evoluzione dei rapporti tra le Confederazioni. Tutta l’impalcatura unitaria che era nata con le lotte dell’Autunno Caldo (dalla Federazione Lavoratori Metalmeccanici alla Federazione Unitaria Cgil-Cisl-Uil) venne giù come un castello di carta, investita dallo tsunami degli interessi di parte, soprattutto politici. Sembrava una rottura irrimediabile. Invece, non fu un addio perché le Confederazioni, dopo aver organizzato un paio di feste del lavoro separatamente, ritrovarono le ragioni (o almeno una parte) dell'unità d'azione nelle cose da fare, negli interessi da difendere, nelle battaglie da combattere (ad esempio, quella per un fisco giusto).

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IL CASO FIAT DIMOSTRA CHE È INDISPENSABILE LA PARTECIPAZIONE DEI LAVORATORI

di Giorgio Benvenuto

In una intervista ad Enzo Biagi a RaiUno nel 1988 Gianni Agnelli ricordava come la Fiat avesse raggiunto sotto la sua guida tanta potenza ed un ruolo di dimensioni mondiali, grazie a suo nonno, il fondatore, e a Vittorio Valletta. Sottolineava, in quella intervista, l’Avvocato le sue relazioni internazionali: “De Gaulle, un modo di ragionare, un piglio, una maniera di esprimersi che mi colpiva. Mi intimoriva. Kennedy aveva pochi anni più di me, c’era un rapporto personale, il padre rappresentava gli Stati Uniti a Londra e lui aveva studiato alla School of Economics e come tutti i cattolici irlandesi non amava gli inglesi, ma l’Europa la conosceva e la capiva. Tito, un uomo coraggioso, con una visione di politica internazionale non comune: si batteva a Cuba prima di morire, tra i non allineati, contro le posizioni di Fidel Castro e di Gheddafi. Di Reagan colpisce il garbo e l’estrema facilità nei rapporti: sia in quelli diretti, come, attraverso il grande teleschermo, col grande pubblico”. E Giovanni Agnelli in quella intervista riconosceva, con orgoglio, che la storia della Fiat è quella della motorizzazione italiana.

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LA GLOBALIZZAZIONE RICHIEDE RIFORME E SEMPLIFICAZIONI

Giorgio Benvenuto

di Giorgio Benvenuto  

La globalizzazione senza regole, all’insegna di una sfrenata competitività basata sul dumping sociale, sta mettendo fuori gioco l’Europa ed in particolare l’Italia. Quando i salari nei paesi del terzo mondo sono da cinque, dieci a venti volte più bassi delle retribuzioni italiane; quando non esistono vincoli ambientali; quando vengono sistematicamente violati i diritti dei lavoratori, con particolare accanimento nei confronti dei minori e delle donne; quando non funzionano i sindacati, è inevitabile che l’attività manifatturiera si dislochi dove il lavoro costa meno per gli aspetti salariali, per le politiche fiscali, per le norme burocratiche. La globalizzazione senza regole determina disoccupazione, stagnazione, recessione. L’Italia in Europa fatica a fronteggiare la situazione. Il debito pubblico si è gonfiato nonostante gli energici interventi dei Governi Monti e Letta & Alfano. Il peso della burocrazia schiaccia inesorabilmente ogni tentativo per uscire dal pantano. Il peso delle tasse continua a crescere. Il sistema del welfare è in crisi: le pensioni vengono pagate poco e male; il sussidio ai disoccupati è incerto e modesto; il sistema sanitario non è più in grado di essere universale. La struttura delle istituzioni  è obsoleta e superata. La Costituzione disegna un’architettura statale arcaica e quindi inadeguata per affrontare in tempi rapidi la nuova situazione economica e sociale creata dalla finanziarizzazione e dal mercato. Abbiamo perso venti anni.

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LA LEGGE DI STABILITÀ VA CAMBIATA PER PROMUOVERE EQUITÀ E CRESCITA

giorgio benvenuto      

di Giorgio Benvenuto

La legge di stabilità varata per il triennio 2014-2016 in realtà è una legge di immobilità.
I provvedimenti previsti (simbolica riduzione della pressione fiscale, limitata al 2014; tagli estesi al welfare, pensioni, sanità, pubblico impiego; irrisori interventi per favorire gli investimenti) non sono adeguati ad una politica di rilancio dell’economia. La prospettiva è quella di una ulteriore fase di ristagno per i prossimi anni. La legge di stabilità è figlia del “pensiero corto". Si è dimenticato il passato. Si ripetono discorsi ormai superati. Non c’è la capacità di proiettarsi verso il futuro. Il processo decisionale, come ha amaramente sottolineato Valerio Selan, è paragonabile a quello del popolo delle scimmie che ogni giorno, come precisa Mowgly nel Libro della giungla di Kipling, ripete gli errori di quello precedente perché è privo di memoria,
A monte c’è l’organica incapacità di svolgere in Europa un ruolo di pari dignità con gli altri paesi. Il tetto del 3% del deficit sul PIL impedisce lo sviluppo. Altri paesi, come la Francia e la Spagna, sono stati autorizzati a superarlo; noi no. L’Italia non è credibile. Eppure siamo i terzi finanziatori dell’Unione Europea e da dodici anni versiamo di più di quello che ci viene restituito.
Il Governo Letta & Alfano si vanta di aver scritto la legge di stabilità senza che gli siano state dettate le misure. E' vero. Non ce n’era bisogno. L’Europa sapeva e sa che le conoscevano a memoria.
L’Italia è prigioniera del debito pubblico. E’ aumentato nonostante le politiche di austerità praticate negli ultimi anni. Pesante l’eredità lasciata dal Governo Monti: ha fatto lievitare il rapporto tra debito e PIL sino al massimo storico del 130 per cento.

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FATTI E COMMENTI

L’ACCADEMIA DELLA CRUSCA PROTESTA PER GLI INGLESISMI INGIUSTIFICATI

Si apre un nuovo fronte per Renzi. L’Accademia della Crusca contesta il malvezzo di utilizzare nelle leggi troppi termini stranieri e porta l’esempio del “jobs act” che potrebbe essere chiamato tranquillamente “programma sul lavoro” .
In effetti, questa volta, sicuramente non è colpa di Renzi. L’uso di anglicismi in politica e nella legislazione risale già a molti anni fa’ e, al di là di pochi casi in cui il termine inglese non è traducibile, dimostra, nel migliore dei casi, un provincialismo che va in parallelo con l’ignoranza.
Chi si rifugia nell’inglese in molti casi non conosce nemmeno l’italiano.
Peraltro, questa pessima abitudine si accompagna all’uso, nella legislazione e nella normativa di secondo livello, di un linguaggio per iniziati, ricco di riferimenti e richiami a norme precedenti che rende inintelligibili per i non addetti ai lavori i provvedimenti che escono dal Parlamento e dai Ministeri.
Renzi si è presentato come l’uomo del cambiamento. Cambiare in questo campo - magari rottamando tutti i politici e, soprattutto i burocrati, che non sono in grado di scrivere in un italiano comprensibile - porterebbe meritati consensi al governo fra tutti gli italiani di ogni colore politico.

 

RESPONSABILITÀ CIVILE DEI GIUDICI, LE NUOVE NORME NON RISOLVONO IL PROBLEMA

Approvata in via definitiva la nuova normativa sulla responsabilità civile dei giudici. È un passo avanti rispetto alla disciplina  precedente che, in ventisette anni, aveva portato a solo sette condanne per dolo o colpa grave.
L’Associazione di categoria protesta e ritiene la norma ingiusta verso i magistrati in  quanto li esporrebbe a rivalse temerarie da parte dei soggetti dotati di maggiore potere economico.
In realtà, al di là dell’opinione dei  giudici che, ovviamente, è di parte, il provvedimento non avrà gli effetti positivi sulla giurisdizione che l’opinione pubblica si attende.
Il problema fondamentale della giustizia italiana è la certezza del diritto che riguarda non solo il penale, ma soprattutto il civile. Su questo piano la nuova legge non segna alcun progresso.
Anzi, crea un problema in più, in quanto il risarcimento danni è inevitabilmente molto più elevato per chi ha interessi forti da difendere che per il lavoratore o per il cittadino qualunque. Il che potrebbe avere come conseguenza che un magistrato sarà più prudente quando si troverà a decidere su persone autorevoli di quanto possa esserlo per lo sconosciuto utente della giustizia.
Sarebbe stato molto meglio rendere maggiormente vincolante la giurisprudenza della Cassazione in modo da attenuare la discrezionalità del singolo giudice e da rendere più omogenea l’interpretazione  delle norme.
I cittadini si sarebbero sentiti più garantiti e avrebbero sicuramente apprezzato di più.

SPENDING REVIEWS ALLA CAMERA – TAGLIO AI FITTI PASSIVI PER 400 MILIONI L'ANNO

La Camera dei Deputati taglia le spese. Dopo una lunga trattativa, l’Ufficio di Presidenza ha deciso di disdettare il fitto di Palazzo Marini, la cui locazione costava ben quattro milioni e mezzo l’anno, canone, peraltro, considerato troppo elevato dall’Agenzia del Demanio.
Nel palazzo c’erano gli uffici di 400 deputati che dovranno essere trasferiti in altri ambienti.
La spending review colpisce anche a Montecitorio. I cittadini, una volta tanto ringraziano. Meno soddisfatto, probabilmente, il proprietario dell’immobile che, data la congiuntura, avrà sicuramente difficoltà a trovare nuovi inquilini che gli garantiscano le stesse entrate.

MASSIMO PAOLUCCI (PD) PUBBLICA UN VADEMECUM SULL'UTILIZZO DEI FONDI EUROPEI
L’eurodeputato del Partito Democratico Massimo Paolucci è autore di un vademecum per l’utilizzo dei fondi europei che verrà presentato venerdì 27 febbraio a Napoli in un convegno dal titolo “Sprofondo Sud. Fondi europei 2014/2020, il momento per ripartire”.
Il libro potrebbe essere uno strumento importante per avvicinare i cittadini all’utilizzo delle opportunità offerte dall’Europa non solo con i fondi indiretti ma anche con quelli diretti che vengono erogati senza la mediazione dello Stato e delle istituzioni locali. Si tratta di ben 200 miliardi che, secondo i dati resi noti da Paolucci, gli italiani non utilizzano in quanto nessuno è a conoscenza di questa opportunità.
 
ANATOCISMO, CONTINUA LA BATTAGLIA GIUDIZIARIA CONTRO LE BANCHE

Proseguono le vertenze contro le banche che hanno vessato i clienti con l'anatocismo. Come è noto, la Corte Costituzionale ha dichiarato incostituzionale la norma, inserita in uno dei tanti decreti legge mille proroghe, che stabiliva che il termine di dieci anni per avviare una vertenza contro le aziende di credito in materia scattava dalla data dell’addebito illegittimo e non dalla data della chiusura del conto come era stabilito prima. Quindi, i clienti interessati hanno riavviato le vertenze contro le aziende di credito bloccate dalla norma cassata. Vertenze che continuano a registrare successi significativi nonostante le difficoltà di ritrovare, a distanza di anni, la documentazione necessaria a provare i danni subiti

UNA MOLECOLA CONTRO IL DOLORE

È in fase di sperimentazione in  Francia un analgesico naturale  che avrebbe gli stessi effetti della morfina nella lotta al dolore, senza effetti collaterali. 
È una molecola che proteggerebbe  le encefaline, neurotrasmettitori della famiglia delle endorfine, e permetterebbe così di prolungare l’effetto analgesico che queste hanno e che, invece, fino ad oggi, dura appena qualche secondo.
Il processo di sperimentazione, però, è ancora lungo. Il nuovo prodotto dovrebbe essere commercializzato entro il 2017

SCOPERTA LA CAUSA DEL COLPO DELLA STREGA

Alcuni ricercatori dell’Università Cattolica di Roma avrebbero scoperto una molecola responsabile della lombalgia, del colpo della strega e di altri dolori acuti. 
La causa dei dolori sarebbe nell’invecchiamento precoce di questa molecola chiamata “NF –kB” che, soprattutto in soggetti molto sedentari, avrebbe inizio già a partire dai 30 anni.
Ipotizzata anche una cura volta ad attenuare, se non ad eliminare, i malanni. Spegnendo con un farmaco sperimentale la molecola, si potrebbe rallentare la degenerazione dei dischi intervertebrali e, quindi, l’insorgere della patologia.

VITA DIGNITOSA IN ITALIA? CON 2.500 EURO AL MESE

Secondo una ricerca condotta dall’Eurispes e dall’Istituto San Pio V una famiglia composta da quattro persone spende per i beni essenziali in media 2.523 euro al mese, pari a 30.276 euro l’anno. Il calcolo si basa su una famiglia tipo composta da due adulti e due bambini che conduce un’esistenza “spartana ma dignitosa”. 
Le principali voci di spesa sarebbero: 825 euro per gli alimentari; 240 euro per l’abbigliamento, 890 euro per la casa.

 

I DIETISTI ITALIANI CONTRO LA DIETA DUKAN

I dietisti italiani sono perplessi sull’efficacia delle diete sbilanciate che, a quanto pare, sono molto seguite in primavera.
In particolare, i dietisti contestano la celebre “dieta Dukan” che sarebbe basata su percorsi iperproteici e provocherebbe un veloce dimagrimento, ma anche un vistoso aumento di peso appena viene sospesa.
La raccomandazione che è uscita dal 24° Congresso della Associazione nazionale dietisti è di evitare il “fai da te”, affidarsi agli esperti e puntare soprattutto su comportamenti alimentari e di vita salutari e stabili nel tempo.

GUERRA AGLI OGM. IL CONSIGLIO DI STATO CONFERMA LA CORRETTEZZA DEL DECRETO DEL GOVERNO

Dopo il TAR anche il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso di un agricoltore del Friuli che aveva impugnato il decreto del governo che vieta la coltivazione di mais geneticamente modificato in Italia.
Soddisfatte le associazioni ambientaliste, Greenpeace e la Coldiretti che vede nel provvedimento una difesa del made in Italy e della qualità dei prodotti agricoli italiani.
L'agricoltore ricorrente ha dichiarato che ricorrerà alla Corte di Giustizia dell'Unione europea, anche se il percorso giuridico per chiedere una pronuncia della Corte europea è, nel caso specifico, piuttosto complesso.